Mar

28

By potatore

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Bulli e bulloni


Il  bullismo a scuola è un problema di attualità. Ma, per capirne le ragioni è meglio far luce sulla figura del bullo: partiamo dal fatto che un bullo grande non è un bullone, piuttosto il bullone c’è l’ha al posto della materia grigia. Se qualcuno pensa che scerzare sull’argomento sia scorretto io rispondo questo: i bulli si sono tanto divertiti a spese dei più deboli ed è giusto che ora le vittime siano loro e che i deboli si divertano a spese dei bulli.

Partiamo con l’identikit del bullo:

Primo – il bullo agisce sempre in gruppo, perchè è un coniglio e da solo ha paura.

Secondo – il bullo ha sempre la playstation a casa. Avete mai visto un bullo senza playstation o altra consolle?

Terzo – il bullo fa affidamento su alleati che si trovano al di fuori della banda: i compagni di classe, ad esempio, che quando  succede qualcosa ne sanno sempre meno dei muri, molto meno.

Quarto – il colore delle mutande del bullo è noto sempre a tutti. Avete visto un bullo senza pantaloni larghi, bassi fino alle ginocchia e per evitare che gli cadano è costretto a camminare con le gambe larghe?

Quinto – il bullo non conosce il diagramma “ch” ma usa benissimo la “k”.

Sesto – le tasche del bullo sono più capienti della borsa di Mary Poppins. Infatti da queste escono sempre coltelli, accendini, e centinaia di petardi.

Settimo – il bullo non conosce le parole “per favore”o “permesso”, ma conosce una barca anzi un transatlantico di parole che per motivi di decenza non riporto ed è meglio così.