Feb

23

By potatore

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Una Star Brillante

Stiamo parlando del sole, la stella che da milioni di anni dona la sua energia al nostro pianeta, assicurandoci la vita e che ci permetterà di ridurre l’inquinamento dovuto alla combustione di combustibili fossili.
Infatti, il sole emette un’enorme quantità di calore che giunge fino a noi dopo un viaggio di 150milioni di km e produce un energia pari a quella di quasi 4milioni di miliardi di miliardi di lampadine da 100 watt , ma non è facile il suo sfruttamento (per produrre mille megawattura sono necessari 6.000ettari di spazio). C’è un progetto chiamato Desertec che mira alla costruzione di centrali a energia solare nel Sahara per rifornire l’Europa.
-I tre tipi di pannelli solari attualmente esistenti e il loro attuale utilizzo attuale IL PROG.
Il pannello solare termico che sfrutta i raggi solari per scaldare un liquido con speciali caratteristiche, contenuto nel suo interno, che cede calore, tramite uno scambiatore di calore, all’acqua contenuta in un serbatoio di accumulo.
Il pannello solare a concentrazione sfrutta una serie di specchi parabolici a struttura lineare per concentrare i raggi solari su un tubo ricevitore in cui scorre un fluido termovettore o una serie di specchi piani che concentrano i raggi all’estremità di una torre in cui è posta una caldaia riempita di sali che per il calore fondono. In entrambi i casi “l’apparato ricevente” si riscalda a temperature molto elevate (400 °C ~ 600 °C).
Il pannello fotovoltaico sfrutta le proprietà di particolari elementi semiconduttori per produrre energia elettrica quando sollecitati dalla luce.
Attualmente i pannelli solari vengono utilizzati per fornire acqua calda (solare termico) e riscaldamento ad abitazioni e piccoli complessi. Si è tentato di realizzare centrali solari che, utilizzando turbine, convertissero il calore immagazzinato in energia elettrica ma questi esperimenti sono sostanzialmente falliti per la bassa resa di queste centrali rapportate con gli alti costi di gestione e con la discontinuità della fornitura elettrica (si veda però quanto detto per i pannelli a concentrazione di ultima generazione). I pannelli fotovoltaici vengono utilizzati prevalentemente per alimentare dispositivi distanti dalle reti elettriche (sonde spaziali, ripetitori telefonici in alta montagna, ecc) o con richieste energetiche talmente ridotte che un allacciamento alla rete elettrica risulterebbe antieconomico (segnaletica stradale luminosa, parchimetri, ecc) e sconveniente dal punto di vista organizzativo. Ovviamente questi dispositivi devono essere dotati di accumulatori in grado di accumulare la corrente elettrica prodotta in eccesso durante la giornata per alimentare le apparecchiature durante le ore notturne e durante i periodi nuvolosi.
Con le attuali tecnologie i pannelli fotovoltaici sono sensibili anche alla radiazione infrarossa (invisibile) dei raggi solari e dunque producono corrente anche in caso di tempo nuvoloso e pioggia. La quantità d’energia erogata è tuttavia variabile e difficilmente prevedibile, questa discontinuità rende difficile soddisfare in ogni momento la domanda di corrente, a meno di una produzione con un largo margine di sicurezza al di sopra dei picchi annuali di domanda. Speriamo che in futuro la situazione migliori.

Feb

17

By potatore

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Metti un espresso nel motore

Mentre astrologi e cartomanti consultano stelle e palle di vetro in cerca di previsioni su come andrà questo 2009 appena iniziato, i ricercatori dell’Università di Reno, in Nevada, si dedicano… ai fondi del caffè. E dentro ci vedono, se non il futuro, almeno qualcosa di futuribile. Un docente di ingegneria in America, ha infatti messo a punto un biodiesel ecologico ed economico proprio a partire dal caffè usato. Rispetto a tutti gli altri biocombustibili sviluppati fino ad oggi, il biodiesel da caffè è molto più stabile, grazie all’elevata percentuale di antiossidanti presenti nella miscela aromatica.
LISCIO, MACCHIATO O SENZA PIOMBO? Il docente americano ha notato come il caffè abbandonato nella tazza per una notte tenda a formare una patina oleosa che si accumula sui bordi del contenitore. Studiando questo olio ha scoperto che può essere utilizzato per l’alimentazione di motori diesel. Il caffè è consumato ovunque in grandi quantità) e ad alto rendimento: per ogni quintale di fondi di caffè trattati si ottengono 10-15 kg di combustibile e ciò rende la sua industrializzazione estremamente conveniente rispetto agli altri combustibili di origine vegetale.

Feb

11

By potatore

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L'inquinamento marino

a cura di Fr.Ma.


Gli animali acquatici si distinguono rispetto ai vertebrati per il lungo periodo di evoluzione, la quale ha consentito la diversificazione in tutte le forme attuali, specializzandosi e occupando tutte le nicchie ecologiche dei vari ambienti acquatici.
le particolari cause del loro rischio di estinzione:
la pesca intensiva causa il collasso delle popolazioni marine, che non sono in grado di riprodursi tanto velocemente da rimpiazzare gli esemplari sottratti.
L’inquinamento delle acque dovuto all’industrializzazione, ha provocato l’aumento di scarichi di vario tipo nelle acque, creando forti disagi tra i pesci. Ciò comporta anche il rischio di avvelenare l’ intero ecosistema.
Al malessere marino hanno contribuito anche le perdite di petrolio in mare dovuto agli incidenti. Il petrolio tende a ricoprire prima lo strato superiore e poi il fondo del mare uccidendo pesci, vegetali e uccelli. Solo dopo decennila vita può ritornare come prima.
La pesca indiscriminata, individuabile specialmente in paesi tropicali, meno sentita nelle acque dolci ma distruttiva in mare, è molto visibile ad esempio nelle barriere coralline perchè i pescatori locali spruzzano una soluzione di cianuro per stordire i pesci e catturarli.
Anche l’ introduzione di specie “aliene” costituisce un pericolo per le specie marine.

Feb

9

By potatore

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Biocarburante a tutta birra

articolo di st.ri

Una società produttrice di birra, ha inventato un nuovo sistema di adeguamento della propria fabbrica, che renderà la sua bevanda un combustibile a base di etanolo di alta qualità. Tutto senza che gli appassionati di quella birra ne risentano. Il biocarburante verrà ricavato dallo scarto del lievito di birra.
La fabbrica, inizierà il sistema di test nel secondo trimestre di questo anno, con la speranze di passare alla produzione su più ampia scala di etanolo nel terzo trimestre. Questa ha le potenzialità per essere una grande novità per l’ambiente, ma anche per i nostri clienti che diventeranno energicamente indipendenti. Attualmente, questa azienda rivende quasi 1,6 milioni di galloni (3,79 milioni di litri) di scarti chiamati “fondo del barile”, cioè lievito di birra non utilizzato, agli agricoltori locali che li utilizzano come mangimi lattiero-caseari. I rifiuti contengono tra il 5 e l’8% di alcol, compresi i lieviti e le sostanze nutritive sufficienti che consentono al sistema dell’etanolo di aumentare il livello di alcool fino al 15% per una migliore resa del carburante. Tom Quinn, co-fondatore ed amministratore delegato della società, conclude la presentazione della sua idea così:Per vivere ecologico non serve soltanto mangiare naturale, ma da oggi è anche possibile bere ecologico. L’idea è venuta a Franz Ehrnsperger, proprietario di sesta generazione della birreria tedesca Lammsbrau. La sua azienda, presente in Bavaria dal 1628, ha come discriminante dalle altre produttrici di birra il fatto di produrre birra ecologica al 100%. Per fare una eco-birra bisogna partire prima di tutto da colture biologiche. Nelle sue tenute infatti lavorano circa 100 agricoltori che producono cereali e luppolo coltivati in modo naturale, senza prodotti chimici che “avvelenerebbero” la sua birra. E questa non è una cosa scontata, perchè in tutta la Germania i birrifici che lavorano con prodotti propri, e quindi sicuramente naturali, sono solo 4 su 1300. Poi si passa ai macchinari, che sono garantiti da rigidi controlli di qualità, ed infine alla vendita, in costante crescita da quando si tende a favorire il biologico.

Feb

9

By potatore

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Ecomostro “Punta Perotti”

articolo di Gi-pe

Punta Perotti: Corte Europea dispone risarcimento dei proprietari
Ricordate il complesso Punta Perotti? Lo scempio ambientale distrutto nell’aprile 2006? Bene, la Suprema Corte Europea ha disposto che i proprietari dell’ecomostro siano risarciti dallo stato italiano per esproprio non regolamentare. Sembra una battuta, ma purtroppo non lo è. Il complesso residenziale costruito a ridosso del lungomare di Bari era illegale per molte ragioni: mutava completamente il panorama ma soprattutto alterava gli equilibri ambientali di quell’area con i suoi 300 mila metri cubi di calcestruzzi. Punta Perotti è stato un monumento dell’abusivismo e degli scempi territoriali perpetrati ai danni delle coste pugliesi negli ultimi decenni: il suo abbattimento ha rappresentato una vittoria della coscienza ambientale della cittadinanza sulla prepotenza di pochi imprenditori e sulle collusioni politiche. Pur sorgendo a meno di 300 metri dal mare, in barba a tutte le disposizioni più elementari in materia, il complesso residenziale non era spuntato da un giorno all’altro ma i costruttori avevano ricevuto il consenso dalle autorità comunali: fu la procura di Bari a chiedere l’interruzione dei lavori e a disporne il sequestro. Oggi la Corte Europea sostiene che l’esproprio non è stato eseguito in maniera regolare, benché riconosca il carattere abusivo della costruzione e giustifichi conseguentemente i provvedimenti adottati. Sull’entità del risarcimento non è dato sapere nulla: anzi, la Suprema Corte ha demandato alle parti in causa il compito di trovare un accordo. E qui è scattato il teatrino politico che ormai non sorprende più: colpa del centrodestra, responsabilità del centrosinistra, accuse più o meno deliranti da una parte e dall’altra. Nessuno sembra più aver voluto demolire quell’ecomostro. Ma come? Finalmente si era arrivati ad una soluzione decisa contro l’abusivismo ed ora si fa marcia indietro, dando così un preciso segnale a quanti vogliano utilizzare Punta Perotti come un comodo precedente per continuare a fare scempio dello splendido litorale pugliese?
Non sappiamo come andrà a finire, ma il sospetto che possa essere in atto una delle tante soluzioni all’italiana è forte: in fondo siamo il paese dei condoni e degli indulti, un paese dove chi voglia essere onesto deve impegnarsi costantemente sino allo stremo delle forze. E non è detto che tutti abbiano questa forza di volontà…

Feb

4

By potatore

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Gli scienziati falsificano ?

Leggendo qua e là non è raro trovare spiegazioni scientifiche che lasciano perplessi anche i meno informati.  Da qualche parte, ad esempio, ho letto che piantare alberi può avere effetti  deleteri anche sul clima e le motivazioni che ne seguivano avrebbero fatto ridere persino un alunno appena iscrittosi alla classe prima elementare. Il problema è che esperti a vario titolo assoldati dall’avidità del “Dio Denaro” accampano spiegazioni che poco hanno di scientifico, visto il padrone a cui compiacere. Così dopo un inverno nella norma, con freddo nella norma,  nevicate nella norma e via così all’infinito i sopracitati personaggi resuscitano con nuove “bufale“: “Avete visto che gli sconvolgimenti climatici sono solo invenzione dei catastrofisti e che non è vero che l’inquinamento destabilizza il clima?” Lasciamo perdere: rispondere a cotanta ignoranza è tempo perso anche perchè devo partire per esplorare un nuovo passaggio a nord-est: infatti grazie allo scioglimento della calotta polare riesco a   raggiungere prima l’America!!!!!!!

saluti

cavallo pazzo

Feb

1

By potatore

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Professione Insegnante

Con grande divertimento seguo spesso l’interesse che i media, i ministri, i politici pongono nei confronti del corpo docente e faccio finta di meravigliarmi della fantasia di questi. Tralascio il continuo rimbalzo di notizie a proposito degli stipendi: poco, troppo, non fanno niente, solo diciotto ore; e ancora su esami di stato , trasferta, retribuzione media oraria e via dicendo… Tralascio perché è più interessante sapere delle qualità del corpo docenti e quindi anche mie: la fantasia qui si libera e a seconda del commentatore di turno: Fumati uno su due, su tre ecc. e se qualcuno nega: dicono tutti così. Prof. confessi qualche canna se le pur fatta. Frustrati e sovversivi: prof. non sia reticente quando arriva la busta paga si sente in colpa perché sa che non se la merita e poi dica la verità qualche molotov la lanciata sulle auto in soste. Non venga a dire che non ha istigato alla eversione e quei poveri ragazzi ancora tredicenni subito sulle barricata a fargli compagnia nelle “fumate” a lanciare sassi contro la polizia a richiedere il sei politico: maestrina torni al suo paese d’origine e non si faccia toccare il sedere dai nostri figli. Ecco che poi al momento delle elezioni probabilmente il nostro caro insegnante è anche un coglione tengo a sottolineare il probabilmente ma sicuramente se siculo o pachistano è anche manesco qualità che lo rende interessante dal punto di vista psicologico. Alle notevoli qualità prima esposte è da aggiungere per sottointeso alla abilità nel viaggiare da una sede di montagna all’altra, da una cattedra di Matematica e Fisica a una di informatica, da entomologia a agronomia, da topografia a laboratorio di chimica: che persone incostanti, non riescono a mantenere continuità nel lavoro per più di un anno. Lo scrivente si diverte a far notare come i suoi figli alle scuole medie non hanno avuto per due anni di fila, a scuola, lo stesso insegnate, a casa sì per fortuna perché quell’acida, occhialuta e vecchia signora, frustrata, sovversiva sicuramente c… ( al femminile) che si è fatta toccare il sedere dalle medie al superiore e la mia moglie ( cosa poteva essere se non insegnante di matematica) e io da buon siculo-pachistano stasera dopo la seduta dallo psichiatra la picchierò come in passato hanno fatto i miei avi.

P.S.:Ogni riferimento a politici di destra e di sinistra è puramente voluto.