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Limone!

Fiori e frutti insieme è la particolarità che contraddistingue le piante di limone. Appartenente al genere Citrus, il Citrus limon è un albero che raggiunge al massimo i 5-6 metri di altezza ed alcune varietà non superare il metro e mezzo. Gli alberelli coltivati in vaso con l’arrivo della primavera vanno spostati all’aperto e in pieno sole condizione ottimale affinchè la pianta fiorisca. Ma già in questo periodo molti esemplari tenuti in condizioni ottimali durante l’inverno sono pronti a aprire i fiori profumatissimi chiamati zagara e allo stesso tempo portano ancora i frutti dei fiori fecondati in tarda estate. La doppia fruttificazione che avviene in questi alberelli oltre ad essere una caratteristica della varietà è in gran parte  stimolata da un certo periodo di siccità a cui vengono sottoposte le piante durante il mese di agosto. Ciò induce la pianta a stimolare la produzione di nuovi fiori che formeranno   quelli che vengono chiamati limoni verdelli per il colore della buccia. Una varietà molto conosciuta in Sicilia, chiamata “femminello”, ha molto accentuata questa caratteristica e riesce a rifiorire anche cinque volte durante l’anno con la pregevole caratteristica di espandere quasi tutto l’anno nell’aria il delicatissimo profumo dei fiori di zagara e allo stesso tempo riempire la pianta di splendidi   e colorati frutti dalle mille tonalità di giallo. Attenti alle irrigazioni, in particolare per le piante in vaso: vanno abbondantemente annaffiate solo dopo che il substrato si è asciugato quasi completamente.

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Adotto un cagnolino!!!

Se  in  casa si decide di adottare un  cagnolino diversi sono  i  problemi iniziali che si vengono a creare,  ma  la conoscenza  di  alcune  norme  elementari e  la  voglia  di sostenere   alcuni piccoli sacrifici, alla  lunga  verranno ripagati con tanto affetto e altrettanta fedeltà  dall’ani­male.  Resta  beninteso  che l’inserimento in  casa  di  un cagnolino  dal più piccolo al più grande comporta un certo stravolgimento,  non sempre positivo della vita  domestica.    Questo, almeno inizialmente, quando il cucciolo ancora  non avvezzo  ed  ben educato alla vita famigliare   tenderà  a sporcare un pò dovunque e sarà necessario tanta  pazienza e costanza per addestrarlo  a contenere  e saper  localizzare i  propri bisogni  durante  la passeggiata  al  parco.  E’ proprio questo il primo problema che si viene a  presentare per  l’educazione dell’animale che inizialmente, se ancora piccolo  viene tollerato quando per eccessiva felicità  nei confronti  del padrone lascerà degli schizzi di  pipì  sul pavimento;  ma  chi  conosce bene gli animali  sa  che  per abituare  l’animale ai suoi bisogni necessita di  un  adde­stramento  di tre-quattro mesi e pertanto sarà conveniente da subito abituare l’animale a certe regole.  Inizialmente, quindi, sarà opportuno evitare che l’animale giri indisturbato per la casa rilegandolo possibilmente  in una stanza nella quale l’eventuale pulizia risulta semplice e  sbrigativa  e,  in caso di  uscita, sistemarlo  in  uno scatolone  fino al ritorno. Una volta rientrati va  al  più presto portato fuori e una volta che l’animale fa la  pipì accarezzarlo ripetutamente  in modo da fargli capire che ha scelto il posto giusto per i suoi bisogni.  Utilizzare orari stabiliti molto ravvicinati per il primo periodo  risulteranno molto utili  all’animale  anche  per abituarlo al guinzaglio  che verrà scherzosamente  mostrato al  cucciolo  sempre  prima di portarlo a spasso.   Se  la  notte poi l’animale tenderà a  guaire  nella  sua cuccia niente di più sbagliato che intenerirsi  e  portarlo nella  stanza da letto: l’animale in questo  modo  prenderà una  abitudine  che  sicuramente rimarrà  per  sempre.  Può risultare  utile, se l’animale guaisce e disturba il  sonno proprio e di eventuali vicini, collocare vicino all’animale un  indumento  dismesso  che impregnato  del  nostro  odore renderà  più sicuro e tranquillo il cucciolo e se  ciò  non risulta sufficiente una vecchia sveglia avvolta ad un indu­mento simulerà il battito del cuore della mamma. Relativa­mente alla alimentazione è importante limitare i pasti  del cucciolo  a due-tre nei primi mesi e due nei  successivi  e fino  ad un anno di vita evitando ogni leccornia a base  di dolci. Nei primi mesi di vita l’animale dovrà essere vacci­nato  presso  un centro veterinario e  nell’occasione  sarà opportuno effettuare una visita generale. Infine: sembra proprio che è il momento di dargli un nome!”

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L’orto di gennaio

Un colpo d’occhio. Nell’orto le specie coltivabili sono praticamente esaurite  anche se  è ancora possibile sfruttare qualche coltura.  Rimangono, infatti, ancora in campo   i cavoli cappuccio e quelli verza, abbastanza resistenti al freddo  dei quali , i detti popolari ne evidenziano come le gelate  migliorino le caratteristiche  organolettiche. Lattughino da taglio, spinaci, agli, porri,  cipolle  e piselli fanno appena capolino dal terreno ormai in preda al gelo invernale, in attesa di “tempi migliori”.
Lavori – Dicembre e Gennaio spesso costringono l’orticoltore  a un forzato riposo in quanto le temperature limitano i lavori all’aperto. Solo con l’utilizzo di tunnel, anche nei piccoli orti, è possibile coltivare ortaggi anche durante il periodo invernale. Per questo motivo chi non lo avesse ancora fatto,  durante il mese precedente, può proteggere sotto tunnel lattughe e radicchi da taglio, ravanelli, cardi, spinaci e valerianella.  La protezione con tunnel può essere anche utili sul radicchio trevigiano e di Castelfranco in fase graduale di imbianchimento.
Attrezzi -  Visto la scarsità di lavori nell’orto  sarà conveniente procedere al riordino e alla manutenzione  di attrezzi e materiali utilizzati durante la scorsa stagione. Procedere alla stesura di un elenco di attrezzi danneggiati e da sostituire in modo di avere del tempo, poi, per la  sostituzione graduale. I diversi supermercati  e negozi specializzati presenti, in determinati periodi, offrono a prezzi vantaggiosi attrezzature (pale, zappe, rastrelli) e altri materiali come irrigatori e tubi in gomma ; una oculata programmazione degli acquisti può portare a risparmi molto consistenti.
Piano colturale - Un piccolo appezzamento di terreno anche leggermente inferiore ai 100 metri quadrati può essere sufficiente a soddisfare le esigenze  di insalata e verdura di una famiglia di quattro persone. Ciò è possibile a condizione che venga stabilito un piano di coltivazione che tenga conto di una giusta rotazione e avvicendamento delle varie colture. L’orto opportunamente diviso in parcelle di circa 10 metri quadrati deve essere ripartito tra varie colture che tengono conto delle preferenze della famiglia e di una giusta rotazione tra colture depauperanti.

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Frutta e ortaggi… i più sicuri d’Europa

di Daniel Bernini

Recentemente il Ministero della Salute ha pubblicato i risultati di una ricerca riguardante la presenza di antiparassitari sulla frutta e sugli ortaggi prodotti in Italia. I dati si riferiscono al 2010 e dicono che il 98.7% dei nostri prodotti ortofrutticoli sono “regolari”, cioè senza residui o con residui ampiamente sotto i limiti previsti per legge. Esiste infatti una normativa europea che prevede che nei prodotti agricoli possano esserci tracce di antiparassitari, purchè a livelli bassissimi e non pericolosi per la salute umana; a tale scopo ha fissato i cosiddetti LMR (limiti massimi di residuo), che sono decine di volte più bassi rispetto a quelli considerati dannosi dalle autorità sanitarie. Legambiente ha comunque manifestato la sua reoccupazione per la presenza di questi residui; in particolare punta il dito sul fatto che ancora non si conoscono bene gli effetti sulla salute umana di residui di più prodotti chimici, anche se ciascuno presente sotto i limiti ammessi. C’è da dire che l’EFSA, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha pubblicato uno studio piuttosto tranquillizzante su questo aspetto, ma le rassicurazioni non sono mai troppe. La buona notizia è che la frutta e la verdura made in Italy sono le più sicure d’Europa. Qui i dati ufficiali più recenti sono relativi al 2007, ma sono comunque interessanti. In quell’anno i campioni fuorilegge di frutta e verdura furono l’1.1% in Italia, il 4.82% in Spagna, il 4.85% in Germania e il 7.59% in Francia. Inoltre, nel nostro Paese, vi è stato un costante miglioramento nel tempo: in 15 anni la percentuale di irregolarità si è ridotta di quasi cinque volte. Questi dati testimoniano come gli agricoltori italiani siano molto attenti a questo aspetto e ci spronano a fare molta attenzione al momento di fare la spesa: non solo scegliendo prodotti italiani diamo una mano alla nostra economia, ma abbiamo la certezza di acquistare prodotti più sicuri e di migliore qualità.

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Pronti? Via!!!!

Eccolo arrivato e via: nuove idee, nuove progetti e vecchie speranze. Che ognuno possa realizzare quanto auspica ma che sia sempre un anno di pace. Buon 2012 ai nostri affezionati lettori e a quanti ci scrivono e collaborano alla realizzazione del sito. Un buon augurio a quanti si battono per un pianeta verde e per un futuro ecosostenibile e a quanti considerano  le piante come  “non solo foglie da spazzare”

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Auguri auguri

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Freddo brrr!!!!

Il freddo invernale e le brinate  danno un duro colpo  alle coltivazioni sia di tipo arboreo  che  erbaceo. Normalmente le piante arboree hanno delle  difese naturali che le permettono di superare, con o senza danni il periodo invernale.  In particolare con l’approssimarsi della   sta­gione fredda le piante lignificano i germogli più teneri  in modo  che la lignina e a cellulosa facciano da riparo  alle rigide temperature. Le gemme, invece, vengono rivestite da particolari formazioni vegetali  chiamate perule che per la loro consistenza faranno  da riparo  fino alla primavera successiva quando si schiuderanno lasciando avanzare  il nuovo germoglio.  Non sempre, però, le difesa attuate dalla pianta sono così valide e dopo certe  annate più rigide è  facile trovare in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza è possibile notare le tipiche  fessu­razioni verticali del tronco e più propriamente della  cor­teccia a sottolineare temperature invernali non sopportabili per la pianta. Normalmente sono le piante più giovani a giovarsi della cura dell’uomo che con opportuni accorgimenti aiuta  le piante dell’orto e  del giardino a limitare  i danni da gelata  o  addirittura alla morte per allessamento. Della paglia o altro materiale organico posto sul terreno  attorno al fusto evita il più delle volte l’eccessivo congelamento del  terreno,  mentre  avvolgere il fusto  con  paglia ben asciutta e successivamente avvolgere il tutto con un film di materiale  plastico  è l’ideale per la protezione  di que­st’ultimo. Nelle  piante da frutta risulta invece efficace  pennellare il  tronco con solfato di rame e calce nella proporzione  di 1:1. Con questo semplice rimedio si disinfetterà efficace­mente il fusto da parassiti animali e vegetali ed in parti­colare del muschio responsabile della marcescenza dei tessu­ti

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No all’inquinamento si…..

all’acqua del rubinetto

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Bonsai autoctoni e natalizi

di Matteo Caliendo

Nel precedente articolo ci siamo occupati degli accorgimenti da adottare prima dell’inverno ai nostri “piccoli alberi”:ma…per quanto riguarda le specie autoctone quali sono le cure durante l’inverno? Semplice ma allo stesso tempo efficaci i rimedi e non troppo numerosi.

Senz’altro i rischi di sbagliare, rispetto ai bonsai da portare all’interno, saranno minori ma comunque non assenti.  Poniamo quindi il bonsai in luogo in giardino o sulle spalliere riparato, da nevicate abbondanti, girare od eliminare i sottovasi che a causa di qualche ristagno idrico (che diverrebbe ghiaccio nelle ore notturne) potrebbero danneggiare l’apparato radicale.  Ridurre anche in questo caso di molto la frequenza delle bagnature ed effettuarle esclusivamente nelle ore più calde della giornata e con acqua, come di consueto a temperatura ambiente, preferibilmente riposata.  Se si vuole “esagerare” si possono riporre in delle cassette di legno riempite di foglie per tutto lo spessore del vaso o coprire con un panno di iuta o tessuto non tessuto. Questo accorgimento non altererà le condizioni climatiche, pioggia, vento o nevicate ma proteggerà l’apparato radicale dagli eccessi freddi invernali. Resta valido anche l’accorgimento di riparali sotto un balcone ma pur sempre all’aperto e in questo caso occorre verificare più frequentemente l’irrigazioni. I vostri carpini, aceri,  pini, larici sono così pronti all’inverno e, se poi, vogliamo fargli passare un Natale da protagonisti, li posizioniamo per il periodo delle feste sul davanzale e addobbi natalizi e luci colorate li rendono partecipi ai festeggiamenti purché non si esagera con i “pesi”.

Auguri!!!

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Progettare….. alberi!!

Si può approfittare del periodo invernale per progettare ex novo il giardino di casa. Prima della progettazione, se l’intenzione è quella di non affidarsi alle mani di un esperto del settore, occorre inizialmente effettuare delle escursioni nella zona tese alla conoscenza della flora locale. Inizialmente sarà bene osservare attentamente i giardini delle zone circostanti quindi passare a quelle dei parchi e giardini pubblici e infine delle zone boschive o incolte del circondario. Se nelle immediatezze della zona in cui si vuole realizzare il progetto vi è una prevalenza di talune specie non necessariamente la stessa cosa va fatta nell’area destinata al progetto perché una idea ben precisa e oculata delle essenze da utilizzare si potrà avere con certezza solo dopo aver visitato anche le siepi e i boschi circostanti. A tal fine occorre annotare su un taccuino le specie presenti nelle zone visitate avendo cura di evidenziare quelle che hanno una vegetazione lussureggiante e una fioritura rigogliosa e abbondante, sinonimo di buon adattamento sia climatico che pedologico. Altri dati da rilevare a tal proposito riguardano l’orientamento della pianta rispetto ai punti cardinali, il tipo di terreno ed eventuale competizione con altre specie. In casa, in un secondo momento attraverso l’utilizzo di manuali specifici risulterà importante identificare con molta precisione le essenze rilevate, stabilirne la provenienza e privilegiare le specie autoctone o importate da tempi remoti. A grandi linee può essere utile, inoltre, sapere che alcune specie riescono ad adattarsi a situazioni climatiche in cui esiste una certa variabilità climatica e tra queste l’Alnus incana, Betula pendula, Larix decidua, Populus nigra, Salix caprea e Robinia pseudoacacia. A questo elenco di piante arboree possono essere aggiunte alcune arbustive come la Rosa canina, il Ligustrum vulgare e il Cornus sanguinea.
Specie invece come l’Alnus glutinosa, Betula pubescens, Salix glabra e il Viburnum lantana richiedono condizioni climatiche molto più stabili e resistono meno quando le condizioni ambientali e pedologiche differiscono molto dall’optimum di crescita. Esistono, poi, specie che riescono ad avere una certa resistenza al vento come l’Acer pseudoplatanus, il Populus tremula, il Fraxinus excelsior e il Sorbus aucuparia. Altra caratteristica da evidenziare è la preferenza a posizioni assolate o meno e rispetto a questo aspetto, fondamentale per la crescita, le specie arboree possono essere distinte in : specie eliofile e sciafile. Le prime sono amanti delle esposizioni alla piena luce e tra questi il larice comune, la betulla, le querce e le varie specie di salice. Gradiscono condizioni intermedie gli aceri, il castagno, i tigli, gli ontani e il frassino maggiore. Sono specie sciafile e quindi prediligono posizione ombreggiate tassi, faggi, carpini e abeti bianchi. Queste indicazioni di massima servono a far capire che non esiste una lista di piante da utilizzare in ogni caso e per tutte le necessità ma solo una attenda osservazione della flora spontanea del circondario può realmente suggerire i criteri di base per la scelta delle varie specie. Rimando ad altri articoli pubblicati nel sito per ulteriori approfondimento


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