lug

30

By Il Potatore

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Che fine hanno fatto i P.U.A

Gia da alcuni anni è in vigore il piano di utilizzazione agronomiche che regolamenta l’utilizzazione delle deiezioni solite e liquidi degli animali d’allevamento.  Non è raro, però, vedere scene come queste in cui il letame viene accastato sul campo per diversi mesi. Il percolato che si viene a formare attorno è fortemente inquinante, ricco di nitrati che vanno in profondità a raggiungere la falda, spesso molto alta. La presenza di sostanza organica da vita allo svilupparsi velocemente di mosche e di altri molesti. Gli odori in prossimità sono molto fastidiosi. Cattive abitududini di agricoltori che si ostinano ad non rispettare la legge ma allo stesso tempo di chi deve vigilare che probabilmente  spesso gira lo sguardo. Se andate a passeggiare in mezzo ai campi e trovate scene del genere fotografate con vostro cellulare e mandate mail con foto allegata all’Asl. Cosi nessuno girerà lo sguardo e questa odiosa e dannosissima “usanza” venga a finire..

lug

21

By Il Potatore

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Giardini pensili..

Giardino pensile o tetto giardino, un angolo di verde da godere anche per coloro che abitano ai “piani alti”. Non esistono delle regole precise e delle specie adatte ma le scelte vanno attentamente valutate tenendo in considerazione il contesto edilizio e il microclima. Per quanto riguarda il primo aspetto bisogna valutare il tipo di fabbricato e le regole esistenti, nel caso sia inserito in un condominio o in un complesso di villette. Va inoltre considerato, nel caso di tetto giardino, lo stato delle coperture utilizzate, delle opere di impermeabilizzazione esistenti e, all’occorrenza, di eventuali rifacimenti. Il secondo aspetto è forse quello che merita la maggiore attenzione, non solo per creare un ambiente estetico ideale e nello stesso tempo funzionale, ma soprattutto, per la scelta delle specie e delle varietà che devono essere compatibili con le particolari condizioni di esposizione al sole e quindi del microclima che si viene a creare. Una esposizione a Sud, ad esempio comporta la necessità di selezionare piante che gradiscono una esposizione intensa al sole e nello stesso tempo resistano ad eventuale carenza di acqua, vista che l’evaporazione risulta molto intensa. Passiflora, clematis e actinidia solo le piante rampicanti più adatte a questo tipo di microclima mentre se l’esposizione del giardino da creare è rivolta a Nord o ad Est è preferibile utilizzare la clematis montana dalle foglie verde intenso con delicati fiori bianchi, la Chaenomeles speciosa più noto come cotogno da fiore con fiori rosso, di forma arbustiva, oppure l’edera, sicuramente uno dei più rustici rampicanti. Per le tappezzanti è possibile utilizzare cotoneaster dammeri, a portamento prostrato, con foglie verde-scuro, lucide e fiori bianchi che danno successivamente vita a delle bacche rosse, erica carnea per tutti gli ambienti mentre, il sedum spectabile per zona assolate; Vinca, Prunus laurocerasus “Zambeliana” risultano invece ben adatte a esposizioni umide e ombrose. Se non si vuole rinunciare alla siepe anche in terrazzo bosso nano con posizione a mezzombra, santolina e lavandula spica per le esposizioni a Sud. Siepi irregolari, di limitato, sviluppo si possono creare utilizzando anche piante aromatiche come lavanda, rosmarino e origano selvatico che associano la bellezza dei colori con l’utilità della cucina. Con lo stesso duplice scopo si possono utilizzare ortaggi decorativi come l’asparago (asparagus officinalis) che raggiunge e supera il metro d’ altezza ma anche barbabietole, zucche a frutti decorativi, cavoli, carciofi, granturco e rabarbaro (Rheum rhaponticum) dalle grandi foglie verde-scuro sostenute da grossi piccioli rossi con cui è possibile preparare marmellate. Mele ballerine o da fiore a portamento nano vivono bene in vaso e nel primo caso, i rami dopo la stupenda fioritura si riempiono di preziosi frutti, mentre si può giocare con i colori utilizzando acer palmatum dal fogliame rosso bronzeo, cupressus macrocarpa dal fogliame giallo se posto in posizione soleggiata, verde se invece posto all’ombra e infine azalee decidue e in particolare Rhododendron “Corneille” che manifesta il suo splendore di colori in autunno.

giu

25

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Rampicanti e non solo….

Le piante rampicanti come l’edera e la vite russa sono utilizzabili negli ambienti più svariati e conferiscono sempre bellezza l’abitazione. Si ritrovano, infatti, sui muri esterni delle cascine alle quali danno un tono oscuro e misterioso quasi come gli antichi manieri, ma anche sui muri esterni delle villette o addirittura su quelli degli appartamenti in condominio, i quali, grazie ad questi vengono vivacizzati è resi più pregevoli alla vista. Bisogna dire che in questi ultimi anni giornali e riviste specializzate hanno esaltato molto questo tipo di vegetazione non so per la piacevole immagine data dalle case ricoperte da una coltre di rami e di foglie ma soprattutto per i vantaggi che queste apportano. Certo è ancora possibile trovare persone che ritengono che le piante rampicanti siano dannose alle facciate delle case perché creano eccessivo umidità , attirano gli insetti quali mosche e zanzare rendendo le case più fredde. Ciò non è vero anzi è vero il contrario perché le piante rampicanti, aderiscono alle pareti esterne e grazie al picciolo le foglie restano distaccati dal muro e si crea così un cuscinetto d’aria tra le pareti è l’ambiente esterno. In questo modo la parte verde che viene a creare, durante l’estate protegge dall’irraggiamento diretto del sole e quindi rende più fresco l’ambiente interno. In inverno, il cuscinetto d’aria, soprattutto nelle pareti a nord, provoca d’una minore dispersione del calore interno valutabile sino al 30% con evidenti risparmi per le spese di riscaldamento. Per quanto riguarda l’umidità, invece, è dimostrato che le radichette esterne assorbono l‘umidità presente nei muri mentre le foglie fanno da protezione alla pioggia battente. Per attuare un buon investimento delle pareti risulta fondamentale la conoscenza delle specie, del loro sviluppo e bisogna adottare ad ogni lato della casa soluzioni diversi sono i microclimi che si vengono a formare. Infatti, se si prendono in considerazione le pareti poste a nord ed a est, queste sono quelle dove il sole non batte o batte per poche ore al giorno, quindi sono le più fredde e umide. Al contrario quelle a sud o mezzogiorno e quelle a ovest sono le più calde ovvero quelle sulle quali il sole batte nelle ore più calde della giornata. Inoltre bisogna tener presente che solo poche specie si arrampicano spontaneamente mentre la maggioranza ha bisogno di un valico supporto permanente fatto con materiali diversi e che tengono conto del peso della pianta quando ha raggiunto il massimo sviluppo. Resta inteso che in partenza, l’intonaco deve essere sano e senza fessurazione altrimenti alcuni timori che la pianta ingrandiscono a difetti del muro risultano fondati, specialmente se il muro all’origine è rustico, con asperità è ricco di sassi irregolare. Resta il fatto che la pianta rampicante sulla facciata rappresenta un elemento distintivo che attribuisce all’edificio una caratteristica gradevole come detto abitare in un rustico di campagna; è anche in città le piante rampicanti e possono offrire numerose occasioni di impiego: è comunque necessario scegliere la specie giusta, quella cioè che si adatta luogo in cui si deve crescere e svilupparsi .

giu

5

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Il giardino roccioso!!!

Una particolarità che contraddistingue i giardini di nuova concezione è la presenza del giardino roccioso. Forse ciò è dovuto al fatto che esiste un indiscutibile senso naturale che porta l’uomo a circondarsi di una oasi verde che sia quanto più possibile somigliante alla realtà. E’ risaputo, tra l’altro, che anche che parchi e giardini non sono indenni ai dettami della moda e dalle ventate più o meno naturalistiche che caratterizzano la creazione degli spazi verdi.
Sicuramente la costituzione di un giardino roccioso all’interno di una area verde più o meno grande trova un un indiscutibile fascino, fermo restando alcuni criteri di natura botanica e più generalmente di armonia delle forme che rendano l’insieme gradevole. Per procedere alla collocazione delle varie parti costitutive di un roccioso o in ogni caso di qualsiasi elemento che riguarda l’orografia di un giardino, occorre inizialmente effettuare su carta un disegno quanto più possibile vicinoche permette di visualizare le forme e le geometrie di costruzione e le essenze che si intende utilizzare. Un roccioso ideale va posto in luogo aperto e lontano da zone ombreggiate o con eccessiva influenza di piante di alto fusto. L’esposizione ideale sarà sud sud-ovest o in ogni caso lontano da zone fredde e con presenza di ristagni idrici. La pietra utilizzata, preferibilmente locale, darà la possibilità di limitare i costi e entrerà in armonia con il paesaggio limitrofo. Le rocce calcare sono decisamente sconsigliate a meno che non si decide per piante che prediligono tale sostanza. Il peso delle rocce utilizzate dovrà essere inferiore ai 50-60 Kg per facilitare gli spostamenti ed non inferiore ai 20-30 kg per i motivi opposti. Prima di provvedere alla collocazione occorre scavare il terreno sottostante al luogo prescelto in modo da “piantare” la base, favorire la risalita dell’umidità e dare un aspetto naturale. Una volta costituita la base verranno collocate le altre rocce provvedendo in contemporanea alla messa a dimora delle piante negli affranti più stretti visto che successivamente tale operazione risulta più difficoltosa. Una volta completata la messa in opera delle parti rocciose occorre riempire gli spazi e le varie fenditure con un supplemento di terra e torba o altro miscuglio per roccioso. Ottimo per le specie alpine risulta un miscuglio di terra e compost integrato di torba e con l’aggiunta di sabbia per migliorare l’effetto drenante. Una volta riempite bene la cavità occorre ultimare la collocazione delle specie vegetali e provvedere ad una prima irrigazione che favorisca una leggera compressione dell’apparato radicale. Sempervivum e garofanini nani sono insieme alla erica le specie maggiormente utilizzate ai quali possono essere associate sassifraga, alisso, piccole succulente striscianti, ciuffetti di felci, piccole conifere e,  qualche aromatica.

mag

31

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Potare bene da ottimi risultati!!

mag

19

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AMICI DEL BONSAI VALLE SERIANA

SABATO 21 E DOMENICA 22

GIUGNO 2014

Sabato dalle 16.00 alle 24.00

Domenica dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 22.00

PRESSO L’ORATORIO DI GAZZANIGA (BG)

GLI AMICI DEL BONSAI VALLE SERIANA

ORGANIZZANO

LA 6° MOSTRA DEL BONSAI

mag

9

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Piccolo, ma “grande ginepro”

Ecco il risultato dopo un anno di coltivazione, concimazione e pinzatura. Si noti come hanno lavorato bene anche le radici, infatti, confrontando le due foto, si vede il pane radicale debordare dal vaso; avrà proprio bisogno di un bel rinvaso!!!

Nel marzo 2010 l’ho reinpostata, senza esagerare, tra due anni gli daremo un ulteriore tocco eliminando qualche rametto superfluo, in modo da far risaltare maggiormente il suo punto di forza….il tronco a ceppaia!!! Vedrete, rimarrete a bocca aperta!!!

Particolare dei tronchi, si noti la corteccia fessurata e il sinuoso movimento dei tronchi. E’ proprio bello, da quasi l’idea di essere all’interno di un vecchio bosco, come nelle fiabe.

Direi che è tutto!! Sono stato bravo e fortunato nel trovare tra mille e più piante questa PICCOLA MA….. GRANDE CEPPAIA. Ogni volta che la guardo mi riempie di emozioni nuove!!! Emozioni…..si emozioni!!! Perchè è quello che i bonsai devono trasmettere, a noi che li curiamo e a chi li guarda dal di fuori. Questo credo sia lo spirito giusto….lo spirito di tutti noi bonsaisti, che a volte veniamo un pò derisi da mogli, figli e amici che ci credono un pò fuori di biglia.

Ben felice di esserlo vi saluto! Ciao.

Buon lavoro a tutti!!!              Flavio

apr

24

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Composizioni…

Una composizione di piante fatta con specie diverse può essere una soluzione per concentrare in un unico vaso piante di diversa bellezza ma con caratteristiche pedologiche, idriche e nutrizionali simili, ma può anche essere una valida soluzione per una idea regalo insolita e fatta in casa. Per la realizzazione bisogna inizialmente scegliere il vaso adatto che deve tener conto della profondità dell’apparato  radicale delle varie specie, del numero di piante da sistemare e dell’ambiente in cui va collocato. Ovviamente, rispetto al primo caso, se trattasi principalmente di piante grasse la profondità del vaso non deve essere eccessiva visto lo sviluppo contenuto che caratterizza questo tipo di piante e la capacità di vegetare anche in condizioni estreme o in spazi contenuti. In questo caso sono da preferire le ciotole in terracotta optando eventualmente per ciotole colorate o smaltate, secondo i gusti, poco profonde e con diametro di 30-35 cm. Si utilizzeranno via via vasi o ciotole più profonde se le caratteristiche dell’apparato radicale e lo sviluppo finale delle varie piante lo richiedono. Una composizione di sicuro effetto può risultare dall’associazione di Guzmania, Croton, Spatifillo e Chamaedorea,  al quale possono essere aggiunte piante a fioritura stagionale come Calceolaria o Narciso. Per procedere alla preparazione bisogna svasare tutte le piante occorrenti e sistemale su un tavolo da lavoro dove viene sistemato a portata di mano del terriccio già inumidito e una paletta da giardinaggio. Sul fondo del vaso va sempre sistemata una manciata di argilla espansa o altro che abbia la funzione di drenare l’acqua in eccesso, quindi, uno strato di terriccio. Si passa, poi, alla collocazione delle piante partendo da quelle più grandi come nel caso della Chamadorea e dello Spatifillo per poi passare in successione alle altre, bloccandole al fondo con una manciata d terriccio. Una volta che sono state tutte sistemate si può passare al riempimento degli spazi tra piante in modo che il vaso sia riempito di terriccio 1-2 cm sotto il bordo, dopo una abbondante annaffiatura e infine si rabboccano eventuali zone rimaste vuote o non compresse sufficientemente bene. Le piantine vanno sistemate in modo armonioso e la composizione nell’insieme deve risultare molto folta e ricca di piante riempiendo ove si rende necessario i piccoli spazi rimasti con piante stagionali che una volta sfiorite vanno eliminate e sostituite con altre. E’ conveniente tenere al riparo della la la luce diretta del sole per i primi 4-5 giorni e la somministrazione di concime dopo 15-20. Un foglio di cellophane trasparente, un fiocchetto colorato accompagnato da un biglietto trasforma il tutto in un “verde” regalo

apr

20

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Buona pasqua a tutti i nostri lettori!!!!

apr

16

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Piccolo, ma “grande ginepro”

 Amici del bonsai Val Seriana

 

 

In occasione della 7^ Crespi Cup, parliamo del 2006, dopo aver visitato la mostra bonsai, ho colto l’occasione per fare un giro nelle serre della famiglia Crespi. Tra le tante belle piante, mi cadde l’occhio su una piccola ceppaia di ginepro chinensis. Ottimo materiale, da lavorare subito, di una eleganza unica e con un potenziale esagerato. A fine mostra sono tornato sullo scaffale dove era appoggiato il ginepro, mi emozionava, mi intrigava troppo, mi sarebbe piaciuto averlo tra i miei bonsai , era troppo bello, di varietà itoigawa con aghi corti e spessi. Inoltre ceppaie a 9 tronchi non sono facili da reperire, specialmente di ginepro. Data la dimensione il prezzo era avvicinabile quindi…

Il giorno dopo, di primo mattino, ero già all’opera. Dopo averlo studiato dalla sera prima, ho cominciato a sfoltire, selezionando i rami utili e a fare il filo per una prima impostazione. Come si può vedere, ho eliminato un bel pò di vegetazione, ma senza esagerare per non stressare troppo la pianta. Da subito ho capito che la prima impressione avuta era corretta, nel giro di pochi anni avrei avuto sui miei scaffali uno splendido bonsai.

  continua ……