Feb

9

By Il Potatore

No Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

Consociazioni tra ortaggi!

 

 

 

Coltivare sullo stesso appezzamento ortaggi di specie diverse è una pratica antichissima e risale probabilmente con lo stesso inizio delle attività agricole. L’uomo in pratica si è reso conto che, come in natura, alcune piante traevano beneficio nella coltivazione, se erano consociate ad altre specie; per alcuni aspetti simile ad una e vera e propria simbiosi. La meccanizzazione degli ultimi anni ha notevolmente ridotto tale pratica ma ciò non toglie che su piccoli appezzamenti in cui le lavorazioni sono di tipo manuale, è possibile consociare e i risultati ottenuti sono sicuramente positivi. Per eseguire con i migliori risultati tale tecnica occorre scegliere con cura piante che non entrano in competizione tra di loro con l’apparato fogliare (pomodoro e cetrioli) oppure che sfruttino lo stesso livello di terreno e gli stessi elementi minerali (pomodoro e zucchine). Risulta, inoltre, fondamentale evitare di consociare piante appartenenti alla stessa specie come ad esempio patate e pomodoro o lattughe e scarole. Generalmente tutte le leguminose (fave, piselli, ceci, fagiolini) sono “buoni vicini” per la gran parte di specie coltivate ad eccezione delle iridacee come aglio, cipolla e porro che invece possono trovare migliore ospitalità ai bordi di aiuole di carote o tra le file di lattughe o cicorie da cespo. In quest’ultimo caso l’abbinamento è reso ancora più valido poiché le due specie hanno cicli diversi mediamente, infatti, le cipolle completano il ciclo in quattro – cinque mesi con un massimo di sei – sette nelle colture a semina autunnale mentre le lattughe da cespo sono pronte per la raccolta nell’arco di due – tre mesi. Una coltivazione in file alternate permette  inizialmente la raccolta della lattuga che  esaurito il ciclo lascia la possibilità alle file di cipolle di completare l’ingrossamento dei bulbi. I suggerimenti anzidetti possono in ogni caso essere smentiti da esperienze in condizioni pedologiche e climatiche diverse da quelle qui presi in esame.

Dec

9

By Il Potatore

No Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Il freddo è arrivato..in ritardo.

 

Il freddo invernale e le brinate danno un duro colpo  alle coltivazioni sia di tipo arboreo  che  erbaceo. La perdita delle foglie si è ormai completata sulla maggior parte delle specie ma resistono ancora le foglie dei kiwi  e di qualche resistente amarena. Normalmente  le piante arboree hanno delle  difese naturali che le permettono di superare, con o senza danni il periodo invernale.  In particolare con l’approssimarsi della  sta­gione fredda le piante lignificano i germogli più teneri in modo  che la lignina e la cellulosa facciano da riparo  alle rigide temperature. Le gemme, invece, vengono rivestite da particolari formazioni vegetali  chiamate perule che per  la loro consistenza faranno  da riparo fino alla  primavera successiva quando si schiuderanno lasciando avanzare  il nuovo germoglio. Non sempre, però, le difesa attuate dalla pianta sono così valide  e dopo certe  annate più rigide è  facile trovare in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza è possibile notare le tipiche fessu­razioni  verticali del tronco e più propriamente della  cor­teccia a sottolineare temperature invernali non sopportabili per la pianta. Normalmente  sono  le piante più giovani a  giovarsi  della cura  dell’uomo che con opportuni  accorgimenti  aiuta  le piante  dell’orto  e del giardino  a limitare  i  danni  da gelata o  addirittura alla morte  per  allessamento. Della paglia o altro materiale organico posto sul terreno  attorno al  fusto evita il più delle volte l’eccessivo  congelamento del  terreno,  mentre  avvolgere il fusto  con  paglia  ben asciutta e successivamente avvolgere il tutto con un film di materiale  plastico  è l’ideale per la protezione  di  que­st’ultimo. Nelle  piante da frutta risulta invece efficace  pennellare il  tronco con solfato di rame e calce nella proporzione di 1:1. Con questo semplice rimedio si disinfetterà efficace­mente il fusto da parassiti animali e vegetali ed in parti­colare del muschio responsabile della marcescenza dei tessu­ti

Nov

3

By Il Potatore

2 Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

“L’autunno …è una seconda primavera dove ogni foglia è un fiore!!

 

 

Ci siamo permessi di utilizzare una frase di Albert Camus per intitolare questo post, scrittore, filosofo, drammaturgo e premio Nobel nel 1957

Con l’arrivo di Novembre ha inizio un periodo di relativa inattività per i lavori dell’orto anche se l’orticoltore generalmente non smette mai di sistemare, pulire, rastrellare, sistemare gli attrezzi, costruire muretti di sostegno o ancora sistemare la rete di recinzione; piccoli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria sono tutto l’anno presenti in agricoltura e nell’orto in particolare. Nelle zone con clima mite della Pianura Padana è ancora possibile seminare aglio, cipolla e piselli mentre solo in coltura protetta lattuga da taglio, valerianella e spinaci; continua la raccolta di biete da costa e delle ultime carote. E’ periodo di raccolta anche di cavolfiori a maturazione autunnale e nei casi in cui risulta necessario per posticiparla si possono proteggere dal freddo, legando le foglie esterne attorno alla stessa infiorescenza. Protezione dal freddo va anche attuata per il finocchio, preferibilmente nelle ore notturne va steso un telo di tessuto non tessuto da rimuovere al mattino. Scarola, radicchi, sedani e porri possono ancora essere imbiancati prima del loro consumo effettuando ovviamente sistemi diversi: legatura con elastico oppure copertura con vasi in plastica sistemati sopra gli ortaggi per i primi mentre nel caso del sedano e del porro risulta più conveniente incalzare il terreno circostante. Via via che si svuotano gli appezzamenti occorre rimuovere i residui di coltura che vanno prontamente eliminati per interrompere il ciclo di sviluppo dei parassiti; bisogna poi provvedere alla letamazione ed alla vangatura che va effettuata nei limiti del possibile interessando le parti più profonde del terreno generalmente ricche di sostanze minerali che in questo modo tornerebbero in superficie. Particolare attenzione va posta anche per le coltivazioni sotto tunnel: i danni da gocciolamento determinate dalla caduta della condensa provocano dannosi marciumi per cui l’arieggiamento risulta fondamentale per le coltivazioni.

Oct

14

By Il Potatore

No Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Finalmente la pioggia..

Dopo le attese, le piogge autautunnali sono arrivate con abbondanza, in Lombardia, anche se fortunatamente senza eccessiva violenza.Questo comporta il lavaggio” della vegetazione dall’eccessiva  polvere  accumulatasi  sulle  foglie  delle piante, dopo il lungo periodo asciutto, e di un certo  rim­pinguamento delle risorse idriche del terreno e della falda. Le piogge  costringono l’orticoltore ad un forzato  riposo anche se alcuni controlli sul rapido deflusso dell’acqua in eccesso dalle aiuole risulta necessario. Il tempo inattivo durante le giornate piovose può essere altrimenti utilizzato per il riordino e la  manutenzione degli attrezzi,  nell’ordinazione dei  semi  oppure nella programmazione del piano colturale primaverile. Gli attrezzi di  lavoro come vanghe, zappe, falcetti e altro  anno con­trollati affinchè le parti il legno siano saldamente connes­se con quelle metalliche e che quest’ultime siano affilate e prive di curvature determinate da eventuali  contatti  con sassi e parti dure; può anche essere approntata una lista degli attrezzi di cui si è sprovvisti e procedere magari con gradualità all’acquisto. Stesso discorso è valido per le sementi  necessari nel  prossimo ciclo  colturale e delle quali vanno individuate con calma le varietà  servendosi anche di cataloghi di ditte specializzate e  di  acquisti tramite posta.

Oct

6

By Il Potatore

No Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , , ,

Il pastazzo: non uno scarto ma una risorsa

Con il termine ‘pastazzo di agrumi’ si intendono i residui dell’estrazione del succo di arance e limoni, che contengono bucce, polpa e semi. Sono alimenti dotati di alto tenore in fibra e di buona appetibilità, essi costituiscono la componente energetica delle diete per ruminanti e monogastrici e possono essere utilizzati direttamente nell’alimentazione animale. Le scorze e le polpe che rappresentano i maggiori costituenti del pastazzo sono formate principalmente da: acqua, mono e disaccaridi, estrattivi in azotati, acidi organici, altre sostanze con spiccate proprietà biologiche.
I principali agrumi contenuti nel pastazzo sono: limone, pompelmo, arancio amaro, arancio dolce e mandarino.
Attraverso i residui dell’estrazione del succo degli agrumi si ottiene il pastazzo, esso è composto da circa 60-75% di bucce, 23-33% di polpa e 0-9% di semi. Il pastazzo viene utilizzato per l’alimentazione animale sia come composto fresco sia come composto essiccato. Per i pastazzi freschi è necessario ricorrere all’insilamento con aggiunta di paglia con funzione assorbente per evitare inquinamenti del suolo da parte delle acque di percolazione. Il pastazzo è impiegato per la sua benefica azione dietetica nell’alimentazione delle vacche in lattazione. La somministrazione di pastazzo a bovine, con quantitativi elevati di polpe essiccate, non deprime la produzione di latte, non influisce negativamente sull’appetibilità da parte delle bovine, né interferisce se non favorevolmente sul sapore del latte, e provoca un aumento qualitativo e quantitativo del latte stesso. Può anche essere impiegato nei bovini da carne aumentando l’accrescimento giornaliero. L’elevato tenore di pectine del pastazzo di agrumi svolge un’azione astringente antidiarroica, soprattutto in animali giovani. Un rifiuto ingombrante, apparentemente che finora ha rappresentato un grosso problema per l’intera filiera agrumicola a causa dei suoi  costi di smaltimento ma che in realtà trova un valido riutilizzo nell’alimentazione bovina e nella produzione del biogas.

 

Oct

3

By Il Potatore

No Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , ,

Le ricette di Rai Uno: trionfo del colesterolo

 

Con stupore ho assistito su diverse testate televisive a programmi di cucina  ma ancor piu su Rai Uno ad una trasmissione della Clerici che sotto la guida di Anna Moroni preparano i paccheri dei ciabattini.  La ricetta della illustre ospite, fissa, prevedeve che per la preparazione di quattro porzioni di paccheri ai formaggi si aggiungesse oltre ai paccheri, ovviamente , cento grammi di formaggio grattugiato, cento di pecorino e altra aggiunta di 100 g di provolone. Considerando che le calorie contenute dai tre formaggi variano tra le 320 e le 360 ogni 100 grammi di formaggio e il contenuto di lipidi arriva al 40%  viene spontaneo chiedere alla Sig cuoca : Cosa sta preparando una  dieta di ingrasso che porta anche all’ostruzione delle arterie? Solo con il primo ognuno si spara nello stomaco non meno di 350- 400  calorie dato per lo più dalla materia grassa contenuta nel formaggio. Se dopo passi alla frutta tutto bene ma se ci aggiungi 100 di carne altre 200 calorie,  un cortorno di patate fritte e una fettina di dolce il risultato è garantito!!!

 

Se la Clerici e la Anna Moroni ci vogliono così e il pubblico si lascia affascinare dalla bontà dei piatti proposti  dienteremeo tutti americani…per il peso ( che bravura con tutto quel formaggio che c’è il sapore e assicurato) ma ci scordiamo anche dell’alto contenuto di sale presente nel formaggio stagionato che ci fa aumentare la riduzione idrica, ci alza la pressione ecc. viene da chiedere quale tipo di informazione ci viene fatta passare dei media che mangiare senza regole fa bene, ma a mettere solo 100 g di pecorino ( molto saporito) non bastava?  Buona dieta mediterranea a tutti!!

 

 

Sep

28

By Il Potatore

No Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , , ,

Mini-guida

FARNIA E’ dotata di rami robusti che formano una chioma massiccia e di una corteccia liscia e ruvida che si fessura con l’età. E’ un albero molto longevo e può raggiungere i 35 metri d’altezza.
Le sue foglie sono alterne, hanno forma ovale oblunga e quattro o cinque lobi su ciascun lato. I fiori compaiono contemporaneamente alle foglie nel mese di maggio; quelli maschili pendono in amenti esili; quelli femminili si trovano all’estremità dei germogli.I suoi frutti, la ghiande, sono disposti in paia su lunghi peduncoli.                                                                                                          

GELSO E’ un albero robusto con tronco corto, spesso cavo e e irregolarmente ramificato a formare una chioma allargata e fitta. La corteccia è dapprima grigia, poi bruna e fessurata. Le sue foglie, alterne e talvolta ravvicinate a due a due, hanno forma variabile: possono essere più o meno ovate, mentre altre sono lobate. Il margine è irregolarmente dentellato. Le infiorescenze femminili sono riunite in glomeruli sferici, quelle maschili formano amenti peduncolati. I frutti, more di sapore dolce, hanno colore nero-violaceo, sono grossi e lucidi.

ONTANO NERO E’ un albero dalla chioma ampia, di forma conica. Ha ramificazioni regolari e una corteccia ruvida di color marrone chiaro. Raggiunge i 25 metri d’altezza.
Le foglie sono alterne, arrotondate e talvolta smarginate all’apice.
Gli amenti maschili e quelli femminili, prodotti sullo stesso albero, fioriscono all’inizio della primavera e sono, i primi, lunghi, i secondi più piccoli e ovali. I frutti, di colore verde, maturano in estate e permangono poi sull’albero per tutto l’inverno simili a coni legnosi.

ROBINIA Originaria del Nord America, la Robinia è una pianta molto invadente; ha rami contorti, una chioma aperta ed espansa e una corteccia bruna o grigia, solcata e nodosa. Può raggiungere un’altezza di 25metri.
Le sue foglie sono alterne; ognuna ha una quindicina di foglioline picciolate, ovali e glabre. I fiori, di colore bianco e molto profumati, sono riuniti in grappoli.
I frutti, legumi lisci e bruni, in autunno si fendono per liberare i semi. Per tutto l’inverno pendono dall’albero in racemi.

SALICE BIANCO Ha tronco diritto, chioma ampia e lunghi rami ascendenti e divaricati, di colore bruno chiaro. E’ alto sino a 25 metri. Le sue foglie, caduche, sono strette, acuminate all’estremità con il margine finemente seghettato. I fiori, che compaiono in marzo o aprile contemporaneamente alle foglie, sono riuniti in lunghe e morbide infiorescenze a forma di spiga; ogni pianta porta amenti o solo maschili o solo femminili. I frutti sono piccole capsule che, a maturazione, si aprono a metà lasciando fuoriuscire numerosi semi.  CARPINO BIANCO Albero di modeste dimensioni, ha chioma espansa, tronco eretto a sezione irregolare, quasi stellata. La ramificazione secondaria è leggera e regolare, la corteccia è liscia, di color grigio cenere.
Le foglie, semplici e alterne, sono di forma ovale, acuminate all’apice, con margine doppiamente dentellato, più scure nella pagina superiore.
I fiori si riuniscono in infiorescenze solitarie. PIOPPO NERO E’ un albero caratterizzato da una crescita rapida. La sua chioma, molto espansa, è a forma di cupola e la corteccia, di colore grigio-bruno, è fessurata. La sua altezza può raggiungere i 30 metri.
Le foglie sono alterne, più lunghe che larghe e hanno margini traslucidi con piccoli denti regolari.
Gli amenti maschili e quelli femminili si sviluppano su alberi diversi e maturano nel mese di marzo.

Sep

11

By Il Potatore

No Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

Cosa è un ecosistema?

Per ecosistema si intende l’insieme degli elementi biotici ed abiotici di un ambien­te e deii di­versi fenomeni che in esso si formano. I fenomeni possono essere: biologici (respirazione, nutrizione, fermentazione, ecc.) ed abiologici (fenomeni chimici e fisici del terreno; dell’ac­qua, ecc.). Fondamentale, tra i fenomeni fisiolo­gici di un ecosistema, è il ciclo della sostanza organica ). Il ciclo della sostanza organica consiste nella trasformazione dei suoi componenti dalla forma minerale a quella organica per opera delle piante, nel loro successivo pas­saggio dalle piante agli animali ed infine, per decomposizione degli animali e delle piante  ad opera di microrganismi,  loro ritorno sotto forma minerale per poi ini­ziare di nuovo il ciclo. Si dice che un ambiente è   ecologicamente equilibrato quando in esso la sostanza orga­nica compie cicli completi senza subire per­dite o,  che queste, vengono interamente reinte­grate.  Sono  ecosistemi stabili  paludi, boschi,  laghi,  eccetto quando la mano dell’uomo non ne altera i cicli.

Si chiamano sostanze organiche quelle che formano il corpo degli animali e delle piante o che da questi sono prodotte. Per questo animali e piante sono chiamati. organismi. Le sostanze inorganiche formano i minerali. Caratteristiche delle organiche sono: contengono sempre carbonio bruciano con o senza fiamma sviluppando anidride carbonica e vapore acqueo; sono facilmente attaccabili da reagenti chimici.

Il ciclo della sostanza organica si realizza praticamente con la cosiddetta cate­na alimentare, Gli elementi di una catena alimentare sono classificati in:

  • produttori: sono i vegetali che, median­te la funzione clorofilliana tra­sformano l’acqua ed i sali minerali in sostanza organica;
  • consumatori: sono gli erbivori ed i car­nivori che si nutrono di sostanza organica già esistente;
  • decompositori sono i funghi ed i bat­teri che decompongono i residui animali e vegetali  trasformando nuovamen­te la sostanza organica in sostanza minerale.                                                                                                                                                                                                                                                                          La realtà pratica non è però così semplice come schematizzato in precedenza, in quan­to gli anelli della catena sono variamente connessi tra di loro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sep

3

By Il Potatore

No Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Sono i grassi idrogenati a far male!

No, non siamo diventati un sito di culinaria ma sosteniamo l’idea del Made in Italy e di qualità. Pertanto siamo molto scettici quando vediamo che vengono usati sulle nostre tavole alimenti o prodotti che non hanno niente a che fare con la nostra unica e insuperabile “dieta mediterranea” che valorizza il nostro olio, burro, latte e formaggi, per fare alcuni esempi, e al contrario esclude margarine da “laboratorio” olio di semi vari, olio di palma ecc. Nei precedenti articoli abbiamo fatto un accenno con l’intenzione di riparlare (questa è l’occasione) dell’immancabile cornetto, principe delle nostre colazioni, ormai diventato un concentrato di ingredienti di pessima qualità: sciroppo di glucosio, zuccheri eccessivamente raffinati, conservanti e l’immancabile margarina, spesso di scarsa qualità, sostituta del burro. Ci siamo chiesti: “perchè non preparare un cornetto con alimenti di qualità, DOP invece di un congelato o precongelato pieno di ingredienti di dubbia qualità e/o addirittura dannosi alla salute? L’articolo a seguire, preso integralmente dall’Eco di Bergamo, fa un po’ di chiarezza e riabilita burro, carne,formaggi e lasciando in “dispensa” margarina, oli vari, e brioscine da pochi soldi fatti con margarine da pochi soldi e potenzialmente dannose per la salute..

Riabilitati quelli «saturi»
Sono i grassi idrogenati a far male

Non tutti i grassi fanno così male al cuore come si dice. Uno studio pubblicato sul British Medical Journal riabilita quelli saturi, ovvero di origine animale e presenti in uova, carne, burro e formaggi, mentre punta il dito su quelli «trans», o idrogenati, come la margarina. Questi ultimi, infatti, spesso presenti in merendine, snack e prodotti industriali per via del loro basso costo, provocano un aumento del 34% di mortalità.
La ricerca, condotta dall’Università canadese McMaster, ha studiato i risultati di 50 studi osservazionali per valutare l’associazione tra grassi saturi e trans e le ricadute sulla salute degli adulti. La conclusione a cui sono giunti i ricercatori è che gli acidi grassi insaturi trans, cioè prodotti industrialmente da oli vegetali tramite un processo chimico detto idrogenazione, sono associati a un aumento del 34% di morte per qualsiasi causa, del 28% di morte per malattia coronarica e del 21% per malattia cardiovascolare. Il consumo di grassi saturi, invece, tra cui anche l’olio di palma, non sembrerebbe associato a un aumentato rischio di morte o a malattie cardiache, ictus e diabete di tipo 2.
Detto questo, «non stiamo proponendo di aumentare il consumo di grassi saturi rispetto a quanto suggerito dalle linee guida», sottolinea Russell de Souza, del Dipartimento di Epidemiologia Clinica e Biostatistica dell’Università canadese McMaster.

Aug

30

By Il Potatore

No Comments

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , ,

I lavori di agosto

Cure colturali – Irrigazioni frequenti, concimazioni bisettimanali, asportazione di rami secchi e parti sfiorite, controllo fitosanitario sono solo alcuni degli accorgimenti che vanno estesi a tutte le specie presenti in casa e in giardino.

Piante da frutta – Le piante di pesco che hanno già prodotto, possono essere prepotate. Si tratta in pratica di effettuare degli interventi di diradamento che favoriranno la lignificazione e l’irrobustimento dei rami che produrranno l’anno successivo.

Piante d’appartamento – Pulire regolarmente le foglie da polvere e altri composti che su queste si depositano. Utilizzare uno straccio morbido bagnato in caso di piante con foglie impolverate e in caso di foglie piccole una leggera doccia con acqua a temperatura ambiente.

Giardino acquatico – Rimuovere i detriti galleggianti innalzando il livello dell’acqua fino a farlo traboccare. Porre attenzione alla presenza di afidi neri sulle ninfe ; un getto violento di acqua può farli finire in acqua dove i pesci faranno il resto.

Bulbi – Quelli dei narcisi “tromboni” possono essere tolti dal loro naturale insediamento ogni tre-quattro anni. Una volta tolti dal terreno vanno selezionati e lasciati essiccare in locale ombreggiato e ventilato e quindi conservati per essere trapiantati di nuovo a dimora in autunno.

Orto – Irrigazione: esiste una notevole varietà di sistemi di irrigazione a fronte di notevoli diversità pedologiche e di coltivazione. Per sopperire, ad esempio, alla penuria di acqua si può utilizzare un tubo in gomma nel quale sono posizionati alle distanze necessarie dei gocciolatoi o al massimo degli spruzzetti a bassa intensità; finita l’irrigazione i tubi possono essere spostati ove necessario. Il sistema ricalca quello delle manichette forate con il vantaggio che i fori praticati e la dimensione possono meglio sopperire alle disponibilità idriche.