Nuova grafica!!!

 

Come evidente da alcuni giorni abbiamo provveduto a cambiare la grafica o meglio qualcuno, in famiglia, l’ha cambiata… a titolo gratuito. Speriamo che sia di gradimento ai numerosi lettori che quotidianamente seguono il nostro sito. Purtroppo, qualcuno noterà che qualche link sulle pagine non è attivo: ce ne scusiamo ma promettiamo via via di correggerli. Per ora buona lettura!!

Alimenti per il bestiame: l’avena

 

Classe: Monocotyledones             
Ordine: Glumiflorae
Famiglia: Graminaceae
Genere: Avena
Specie: sativa L.

Su scala mondiale vengono prodotte circa 20 milioni di tonnellate di granella da una superficie in continua diminuzione di circa 10 milioni di ha. In Italia è soprattutto diffusa nelle regioni meridionali. La diminuzione dell’avena è causata da: la diminuzione degli allevamenti equini, alla minor produttività dell’avena in UF rispetto all’orzo ed ai limiti d’impiego dell’avena nei mangimi bilanciati.

Generalità botaniche:

Il frutto è una cariosside vestita, oblunga, con solco longitudinale e peluria diffusa. Viene impiegata nell’alimentazione del bestiame. Il peso di 1000 semi si aggira tra i 20 e 45 g. Il peso ettolitrico è pari a circa 40-60 kg. Le rese variano da 2 a 5 t/ha. Possiede un valore nutritivo pari a 80-90 UF.

Modalità di stoccaggio:

La conservazione viene effettuata a temperatura ambiente, all’interno di silos refrigerati oppure, posizionata a terra all’interno di magazzini con scanalature nel pavimento per permettere un raffreddamento con l’ aria e mantenere inalterate le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche. L’avena viene poi confezionata solitamente in sacchi da 25-40 kg.

Alimentazione:

Composizione chimica della cariosside
Umidità 10-12%
Carboidrati 56-58%
Proteina grezza 11-13%
Lipidi 4.2-4.6%
Fibra 12-12.8%
Ceneri 3.2-3.6%

L’avena è un cereale comunemente impiegato nell’alimentazione del cavallo, sia come costituente singolo della razione, sia in miscela con altri cereali, sia all’interno di mangimi industriali, dove spesso occupa un’alta percentuale. Viene somministrata dopo essere stata bagnata per limitare la polverosità e ammorbidire il seme. Viene anche utilizzata per l’alimentazione di ovini e suini; anche per i bovini destinati all’ingrasso ma solo in seguito a macinazione. Di maggiore appetibilità risulta il seme schiacciato, il fiocco d’avena, con un valore nutritivo di circa 115 UF ed una percentuale proteica maggiore. Un cavallo del peso di 4-5 q ha bisogno giornalmente di circa 4-5 Kg di avena da dividersi in due somministrazioni.L’avena contiene un’ elevata percentuale di carboidrati, proteine ed un buon contenuto di vitamina B, vitamina A e fosforo. Inoltre le glumette contengono una sostanza, l’avenina, che stimola il sistema neuromuscolare.

Per quanto riguarda le sue funzioni è importante sottolineare che:

– E’ utile per la forza (equini a uso sportivo)
– Fortifica i tendini (equini a uso sportivo)
– Arresta la diarrea
– Stimola la traspirazione
Questo cereale è considerato ottimo per le proprietà stimolanti del tono muscolare, ma un eccesso può provocare fenomeni di acidosi.

Expo: io c'ero!!

Bello , bellissimo design, stile, novità, idee innovative…tutto insomma da visitare e non basta un sol giorno. Parcheggio ad Arese, comodissima navetta e con il biglietto dell’avvenuto pagamento del parcheggio, circa 12, ho ricevuto in omaggio alla biglietteria expo due biglietti per ingresso serale che sarebbero costati 10 euro: niente male. Prima visitata al padiglione del Kazakistan provvisto di ventilatori rinfrescanti. Tecnologia, effetti speciali, personale gentile e in uniforme impeccabile uno dei migliori di quelli visitati; anche per la caratteristica struttura esterna. voto 9,5

Francia: faccio un giro di tutto il padiglione per capire l’entrata ma dal Decumano è un susseguirsi di ortaggi che viene voglia di prendere il cestino e cominciare a raccogliere, struttura in legno lamellare (?) bella, curiosa nelle varie nicchie ricavate nel legno dellle volte del tetto. Interamente smontabile e rimontabile ottima matrice ecologica, voto 9. Dimenticavo il Decumano per stile, da non sottovalutare la ottima circolazione dell’aria, eleganza, spazi di riposo e di approviggiovamento acqua voto 10: impatto visivo molto scenico, avvieniristico e funzionale.

Risultati immagini per decumano expo

Padiglione Haiti : molto simpatici carne per tutti, insalata di pesce, rum ed aranciata balli tipici voto simaticamente 8

Qatar voto 4 inguardabile

Bello Russia con assaggio colazione a base di cereali, assaggio di vodka ..no grazie vino bianco per me……
Stati Uniti quasi good: belli i pannelli verticali meno i filmati di cui lo scopo a cui era rivolto era poco chiaro..

Iran aromatiche in aiuole molto belle in leggera pendenza e armoniosi con i filmati alle pareti 8+

Italia: non sono riuscito a vederlo: pardon Parlarvi di tutti perderei l’estate a scrivere non ho proprio voglia andate  visitare i padiglione e diffidate di chi parla male dell’Expo è invidioso del successo italiano è uno iettatore patentato, probabilmente. Al limite qualche appunto sul  costo del biglietto decisamente alto per le famiglie numerose. Prezzi? incredibilmente abbordabili con molti caffè ad un euro, gelati a 2, acqua gratis, pizza margherita a 7 euro, nel complesso  decisamente incredibile  in positivo i prezzi praticati in Expo visto che in Italia dove fino a poco tempo fa vigeva la corsa al rincaro per poi dichiarare reddidi da terzo mondo. Unico appunto i cornetti e non solo dell’Expo inguardabili ne riparleremo;  i cornetti o brioche italiani sono diventati un concentrato di veleni, sciroppo di glucosio, vanillina, margarina e farine di scarsa qualità  rigorosamente congelate…..vergogniamoci   torniamo al genuino….!

Prima di consumarlo guarda gli ingredienti che ti passa la voglia di toccarlo

campagna a favore del ritorno del “cornetto nostrano”

 

 

 

 

L’erba più verde del vicino

Il prato, appena sfalciato, con erba fitta e sottile, oppure cosparso di rugiada che contrasta con le aiuole fiorite può non essere un sogno ma una realtà se vengono meno le note stonate determinate dalle erbacce che puntualmente rovinano il cotico erboso con il loro sviluppo irregolare e poco gradevole alla vista. In effetti le erbacce o erbe infestanti non sono altro che essenze cresciute in un luogo sbagliato e che in altro ambiente sicuramente avrebbero avuto migliore trattamento. Infatti dente di leone, ortica o gramigna alcune delle infestanti più comuni sono anche delle eccelse piante da erboristeria ma nel prato sono uno dei tanti grattacapi dell’aspirante giardiniere. Le infestanti generalmente vengono divise in due gruppi: al primo fanno parte le annuali e le biennali che generalmente si riproducono per seme mentre al secondo gruppo appartengono le perenni che hanno il loro punto di forza nelle radici di tipo fittonante o rizomatoso. Il primo gruppo da indubbiamente meno problemi per il loro controllo in quando la loro capacità infestante viene velocemente e semplicemente ridotta eseguendo tagli ravvicinati e costanti. Un prato sfalciato mediamente ogni due settimane in condizioni di umidità ottimali e con altezza di taglio non superiore ai 15 mm impedisce che parte delle infestanti spontanee vada in fiore e si riproduca disseminando così il proprio seme; il taglio continuo, inoltre, indebolisce velocemente questo primo gruppo di piante generalmente a foglia larga, e nell’arco dell’anno il numero di piantine infestanti per metro quadro risulta irrisorio e del tutto irrilevante. Diverso è il problema per piante del tipo perenni che possiedono radici fittonanti capaci di immagazzinare notevoli quantità di sostanze di riserva come il dente di leone (Taraxacum officinale) e il romice (Rumex acetosa) oppure di possedere radici rizomatose che se spezzate in segmenti hanno la possibilità di dar vita ad altrettanti piante come la gramigna o ancora come la perniciosa acetosella che produce diversi bulbi minuscoli e abilmente mimetizzati di difficile estirpazione. In questi casi l’estirpazione manuale è il sistema di intervento più diretto utilizzando un coltello a lama lunga o delle apposite zappe che recideranno quanto più in basso possibile la radice asportando le parti tagliate. Anche in questo caso, però, solo la costanza degli interventi darà risultanti certi. Solo con la gramigna ciò potrebbe non bastare e bisognerebbe ricorrere ad un trattamento selettivo con un erbicida sistemico. La presenza di infestanti in ogni caso evidenzia che i lavori preparatori della semina del prato sono stati frettolosi e poco incisivi; infatti la preparazione accurata e le ripetute lavorazioni con un diserbo iniziale o il ricorso alla solarizzazione sono le basi per avere “l’erba più verde del vicino”.

Sua maesta il cerro

 

Famiglia:                                                                                                                             Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglie, a rapida crescita. Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

 

 

 

L'orto di giugno!

Con l’arrivo dell’estate parecchie piante sono prossime alla maturazione dei frutti, vedi zucchine, mentre i pomodo­ri piantati precocemente incominciano ad invaiare i frutti la cui dimensione aumenta velocemente. Pertanto gli  interventi irrigui devono essere costanti e abbondanti per evita­re una serie d’inconvenienti quali il marciume apicale del pomodoro o del cocomero, il “tip burn” o necrosi  marginale della lattuga,vfisiopatie legate per lo più  a  squilibri idrici.  L’acqua,  inoltre, non sempre è disponibile  nelle quantità necessarie ed in ogni modo non va sprecata. A tal proposito diversi possono essere gli accorgimenti tesi ad un uso più proficuo delle riserve idriche. Le erbe infe­stanti ad esempio possono essere sfalciate e distribuite sotto pomodoro e zucchine; così facendo si eviterà l’ecces­siva evaporazione dell’acqua, in  quando  l’ombra  creata eviterà che i raggi infrarossi del sole riscaldino eccessi­vamente il terreno con conseguente maggiore evaporazione. Lo spesso strato di strame rallenterà inoltre lo  sviluppo  di ulteriori infestanti. Oltre alle erbe infestanti è possibile utilizzare film di plastica nera o della paglia. Se, invece, non è possibile effettuare tale operazione per motivi diversi, si può sar­chiare leggermente la parte superiore del terreno per rompe­re  le croste superficiali ed interrompere i vasi capillari che permettono la risalita dell’acqua dagli strati più profondi. Ideale, sarebbe poi, posizionare dei contenitori sotto le grondaie al fine di  recuperare l’acqua piovana oppure una tettoia con delle lamiere può  essere costruita appositamente con lo scarico in grossi fusti in  modo  che l’acqua di eventuali acquazzoni possa essere riunita per i periodi di scarsa disponibilità. Altro importante accorgimento è il ricorso all’irrigazione nelle ore mattutine meglio in quelle serali la quale  non deve riguardare tutta la superficie ma spazi ben definiti nel mezzo delle piante.

Creazione di shoin da semi di acero

Flavio  Amici Del Bonsai Val Seriana

Volevo mostrarvi alcuni scatti di un’esperienza che sto portando avanti da qualche anno. Riguarda la creazione di piccoli shoin di acero palmato partendo da semi. E molto interessante e nello stesso tempo piacevole portare avanti questi piccoli alberelli, oltre alla tecnica corretta la pazienza è la cosa fondamentale. Sono sicuro che una volta visti i risultati crescerà in voi la delusione per non aver piantato altri semi precedentemente. Ora lasciamo da parte le chiacchere e guardiamo le immagini.

Questi sono semi di acero di 3 anni. Anni addietro leggendo un articolo su Bonsai&News ho provato a mettere in pratica il sistema che i maestri giapponesi utilizzano per creare ottimi nebari e ottenere internodi corti già dal primo anno di crescita. Ora non ricordo il numero della rivista ma vi assicuro che è molto interessante e ben spiegato, praticamente già alla nascita delle prime due foglioline viene tolto dalla terra il germoglio e si applica il taglio del fittone con una lametta da barba. Un consiglio piantate diversi semi perchè dopo questo intervento non tutte le piantine vegeteranno.

 

Anno 2009 queste sono le piantine di cui voglio mostrarvi le foto, sei anni sono passati dalla semina. Ne ho piantati cinque per vaso, infatti fin dall’inizio l’idea era di creare dei piccoli boschetti shoin.

2010 dopo il rinvaso, un boschetto l’ho impostato in un vasetto tradizionale, con l’altro come vedrete, ho creato un piccolo paesaggio.

2014 altri quattro anni di paziente lavoro sono passati tra rinvasi, potature e avvolgimenti. Direi non male! Undici anni di coltivazione per arrivare a questo risultato. La strada è ancora lunga ma già si può esporre come pianta di compagnia.

 

Sciopero, sciopero ed ancora sciopero….

Ci siamo già espressi sulla nostra posizione sulla scuola: è il momento di passare dalle parole allo sciopero! Non solo come docente ma in primis come genitore e profondo conoscitore della realtà scolastica mi preme domani partecipare alla giornata di protesta della scuola.

  • no ai super poteri del dirigente scolastico e a modelli di gestione autoritaria

  • subito un piano di assunzioni che assicuri la stabilità del lavoro per tutto il personale docente e ATA impiegato da anni precariamente;

  • organici adeguati al fabbisogno, per un’offerta formativa efficace e di qualità;

  • rinnovo del contratto scaduto da sette anni per una giusta valorizzazione del lavoro nella scuola;

  • no a incursioni per legge su materie soggette a disciplina contrattuale, come le retribuzioni e la mobilità del personale;

  • avvio di una politica di forte investimento su istruzione e formazione

La buona scuola esiste già e il governo non se n’è accorto mancano solo le aule, le palestre, le connessioni internet   e la carta igienica.  L e famiglie autotassandosi in stretto contatto con la classe docente continuano a sopperire a quanto di competenza statale mentre i vari governi ci mettono a disposizioni ministri che poco sanno della realtà scolastica….. Domani si sciopera con l’augurio che  da domani gli insegnanti abbiano una classe con un numero normale di alunni e che non cada niente in testa, una lavagna e un poco di carta … il resto spetterà al buon padre di famiglia e il docente è sempre stato …un buon padre di famiglia.

 

Ben arrivato……

L’evento è arrivato: la lunga attesa è finita!! chiudiamo le polemiche,  i campanilismi, gli egoismi e tutti i vari distinguo. A favore o contrari all’evento  siamo tolleranti con chi la pensa diversamente.  Lasciamo, però, che l’occasione sia la rinascita del nostro Paese e crei pace e serenità  a tutte le nazioni partecipanti. Una vetrina così importante per il nostro paese va valorizzata al meglio e che possa essere da traino per uno sviluppo ecosotenibile e per una gestione corretta del cibo nel pianeta. Auguri Italia!! Auguri Italiani!!

 

 

 

 

 

 

Il rumore delle pentole

Sono  docente ormai da diversi anni e a mie spese (e lo sottolineo) mi sono aggiornato sulla didattica, sul registro elettronico, sull’utilizzo del tablet (per un’ora e 15 minuti, poi ho desistito perchè ero più preparato del relatore), sui ragazzi con disturbi di apprendimento; e quando ancora niente si sapeva di BES e dislessia avevamo già messo in pratica sistemi per il recupero di questi ragazzi, non riuscendo a capire quale fosse la difficoltà ma ottenendo ottimi risultati con pragmatici sistemi, schemi, riassunti, interrogazioni più frequenti su contenuti limitati. Come Insegnante Tecnico Pratico ho poi insegnato laboratorio di chimica di scienze (7 programmazione diverse, un’ora per 18 classi diverse e relativi consigli), esercitazioni agrarie, esercitazioni di agronomia, di estimo, di meccanica ecc ecc.  Negli ultimi anni a completamento cattedra mi hanno dato una nuova classe di concorso: supplenza! “Per favore prof. vada in 1^c (“facciamo giardinaggio?”), poi in 2^(“ragazzi va bene agronomia?”), 4^c ( le razze caprine), 5^a (alimentazione dei ruminanti), 2^g (etologia animale), 1^h ( esercizi sulle potenze)”. “Prof per 15 giorni mi sostituisce il prof. Zorro (per la privacy) assente per malattia e tralascia il suo orario quando rientra?”,”ok ok ho capito, non ci sono problemi”. Mi sento un jukebox, metti il gettone e canta. In classe però di canto ce n’é poco: spieghi, senti, consigli, motivi, incoraggi, dài consigli sull’alimentazione, fai il buon padre di famiglia… Una parte dei  genitori a casa pensano di delegare alla scuola le incombenze da genitore: “a 13 anni è già grande e può fare da solo”, “mio figlio è un genio”, “mi avete chiamato a scuola per cosa? Uno scherzo innocente…. ha solo dato della troia su Facebook alla sua docente!! Che sarà mai … Sì, ha pure detto “la prof. puzza ma, scusate, chi da giovane non ha insultato i docenti?”.   E io da docente che faccio? consiglio straordinario, sto a sentire le ragioni del ragazzo, quelle del padre saccente e borioso e poi, con tatto e educazione, mi prendo il resto delle osservazioni del genitore, il quale individua nella mia frustrazione tutte le difficoltà del rapporto con il figlio “genio”; e figuriamoci se capirà la sacrosanta punizione che il docente (buon padre di famiglia) con il consiglio di classe somministrerà al buontempone probabilmente male educato. Mentre faccio il tutto con molta dignità e pochi soldi (e senza nessun aumento salariale ormai da quasi un decennio)…che succede? Cambio di ministro, poi un altro e un altro ancora, ma al peggio probabilmente non c’è fine. Il mio ruolo mi impone di ascoltare e io l’ho fatto: ho sentito per intero l’intervista del ministro, l’ho risentita, l’ho seguita alla radio, in tv, sui giornali. Mi sono arreso: io non ho capito nulla, se fosse stato un alunno gli avrei dato 4, spiegato il perchè e mandato al posto. Non ho visto in lui la minima consapevolezza del ruolo di “padre di famiglia” discusso prima, né tantomeno ci ho visto un ministro che avesse la vaga percezione dei problemi della scuola. Per anni ho ascoltato i vari ministri che, tunnel dopo tunnel (frecciatina), hanno divagato su come riformare la scuola: riforma dopo riforma ci troviamo,  non voglio essere assolutamente puritano, col culo di fuori. Basta ascoltare ministri alle prese con problemi di bilancio, si taglino il proprio stipendio, riformino il loro Ministero, ascoltino le problematiche dei docenti seri e che lavorano, e dopo saranno ascoltati. “Per intanto” cara la mia Ministra lei si merita solo … il rumore delle pentole.