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Lo zibibbo …che viene da lontano!!

 

Il moscato di  Pantelleria o Zibibbo ma anche moscato di Alesssandria, vitigno dai molteplici nomi  per i suoi trascorsi nordafricani e dai quali, pare ad opera dei Fenici, sia prodato nella famosa Isola.  Coltivato sugli antichi terrazzamenti arabi tutt’ora presenti sull’Isola di Pantelleria, nel tempo ha avuto  un crescendo di riconoscimenti: in ultimo l’inserimento nella lista Patrimoni dell’Unesco!. Un riconoscimento del tutto particolare visto che è la pratica agricola con cui è allevato sull’Isola ad elevarlo agli annali della gloria. In pratica i vitigni vengono ancora oggi allevati ad alberello e non con le moderne tecniche a spalliera o a tendone e questo permette una supermaturazione particolare delle uve  che spremute senza alcuna aggiunta di alcool danno vita al famoso vino passito! L’Italia detiene i maggiori riconoscimenti dall’Unesco, oltre cinquanta, che danno lustro al nostro passato culturale.  Di seguito l’elenco per chi avesse il piacere di approfondire.

ANNO DI ISCRIZIONE SITO
1979 Arte Rupestre della Val Camonica
1980 (e 1990) Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura *
1980 La Chiesa e il convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie e il ‘Cenacolo’ di Leonardo da Vinci
1982 Centro storico di Firenze
1987 Venezia e la sua Laguna
1987 Piazza del Duomo a Pisa
1990 Centro Storico di San Gimignano
1993 I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera
1994 La città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto
1995 Centro storico di Siena
1995 Centro storico di Napoli
1995 Crespi d’Adda
1995 Ferrara, città del Rinascimento, e il Delta del Po
1996 Castel del Monte
1996 Trulli di Alberobello
1996 Monumenti paleocristiani di Ravenna
1996 Centro storico di Pienza
1997 La Reggia di Caserta del XVIII con il Parco, l’acquedotto Vanvitelli e il Complesso di San Leucio
1997 Residenze Sabaude
1997 L’Orto botanico di Padova
1997 Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)
1997 Modena: Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande
1997 Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata
1997 Costiera Amalfitana
1997 Area Archeologica di Agrigento
1997 La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina
1997 Villaggio Nuragico di Barumini
1998 Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula
1998 Centro Storico di Urbino
1998 Zona Archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia
1999 Villa Adriana (Tivoli)
2000 Isole Eolie
2000 Assisi, La Basilica di San Francesco e altri siti Francescani
2000 Città di Verona
2001 Villa d’Este (Tivoli)
2002 Le città tardo barocche della Val di Noto (sud-est della Sicilia)
2003 Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia
2003 Monte San Giorgio *
2004 Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia
2004 Val d’Orcia
2005 Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica
2006 Genova, le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli
2008 Mantova e Sabbioneta
2008 La ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina *
2009 Dolomiti
2011 I longobardi in Italia. Luoghi di potere
2011 Siti palafitticoli preistorici delle alpi
2013 Ville medicee
2013 Monte Etna
2014 Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato

 

 

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Pezzi….. di storia agricola!!

Decisamente un aratro storico! Portato da due ruote anteriori e da un ruotino posteriore , molto usato negli anni 70-80 sui terreni argillosi del Sud, spesso trainati da vecchi e pesanti cingolati come il Fiat-Allis Ad7 . In realtà, il cingolato in questione, era nato come ruspa e quindi adatto a lavori di spietramento o di formazione di laghetti,  ma spesso anche utilizzato per lavori di aratura. Il tutto a beneficio dei …nostalgici

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L’uomo e la …natura

E’ alta 300 piedi (91,5 m) questa scala lungo una  parete nelle montagne Taihang in Linzhou (Cina). L’opera dell’uomo sembra convivere con quella della natura–

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I lavori di Novembre

posted Cristiano

Taglio siepe – In questo periodo si può potare le siepi di piracanta: utilizzare attrezzi affilati ed evitare di intervenire in modo drastico. Va posta molta attenzione ai rami molto spinosi e allo stesso tempo durante le operazioni di taglio verificare lo stato sanitario.

Crisantemi – Ormai cominciano a sfiorire a causa delle intense precipitazioni. Via via che i fiori tenderanno a cadere procedere con il taglio degli steli a pochi centimetri dal suolo: ricacceranno nel prossimo anno.

Ciclamini – In piena fioritura necessitano delle ordinarie cure quali irrigazioni, concimazioni quindicinnali e soppressione delle parti sfiorite delle foglie appassite.

 Viole del pensiero – Chiamate viole di San Giuseppe, in Puglia per il colore simile al mantello del Santo, sono pronte per realizzare coloratissime aiuole fiorite che rimarranno fino alla fine di maggio. Infatti, resistentissimi ai freddi invernali, svolgeranno il loro ciclo colorando allegramente le aiuole invernali nel grigiore generale.

Taglio prato – Procedere con l’ultimo taglio del prato, al nord, e riporre il tagliaerba nel box dopo averlo ripulito e spennellato le parti da taglio con diesel: servirà a proteggere dalla ruggine.

Trattamenti antiparassitari – Procedere alla disinfezione degli alberi da frutto, delle aromatiche e di tutte le altre specie presenti nel giardino con prodotti a base di rame. Aggiungere alla soluzione un adesivo come irol.

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Il cerro…conosciamolo

 

 

 

 

Famiglia: Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglio, a rapida crescita.Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

Curiosità:  A Lodrino, 750 slm, in Valle Trompia, si conserva un bosco di cerro. Si tratta di una rarità. Il clima freddo dell’arco alpino impedisce la presenza del cerro, tipico dei boschi submediterranei, raramente nella fascia mediterranea. Il clima mite e favorevole di questa area, consente la sopravvivenza della pianta.  Per la particolarità, la zona è detta “Località Cerreto”, toponimo molto comune lungo l’Appennino.

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San Martino……

 

San…… Novello

Al via la commercializzazione del vino novello che viene fatta coincidere con la festività di San Martino o meglio per legge non può essere commercializzato prima del 6 novembre. Il vino novello si ottiene con il metodo di vinificazione della macerazione carbonica  e oltre alle caratteristiche olfattive particolari, questo tipo di produzione dona al vino un colore particolarmente vivo, con tonalità che ricordano il porpora e un gusto dove predomina la freschezza degli aromi. Se ne consiglia un consumo nei primi sei mesi perché poco stabile   accoppiandolo con castagne e con  alimenti a base di farina di castagne come il castagnaccio. Prosit!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’orto di Novembre

Aglio – Ultimi trapianti di aglio bianco nelle zone a clima mite della Pianura Padana prima dell’arrivo delle brinate autunnali che generalmente si intensificano con la metà del mese. I bulbilli perfettamente radicati riescono a superare con più facilità i rigori invernali e riprendono la crescita nell’anno successivo con il nuovo innalzamento della temperatura. Al fine di ottenere una buona produzione la profondità di semina deve essere di 5 cm, 25 cm la distanza tra le file e 10 cm quella sulle file. Importante risulta anche la rotazione sugli appezzamenti per evitare lo sviluppo del mal dello sclerozio che colpisce le radici.

 

Indivia riccia – Per migliorare le proprietà organolettiche e in particolare la tenerezza delle foglie va attuato l’imbianchimento. Tale pratica consiste nella legatura dei cespi per alcuni giorni o quantomeno fino a quando questi non hanno assunto la tipica colorazione bianca. La legatura con elastico o altro materiale va sempre effettuata quando le foglie sono perfettamente asciutte. Stesso risultato può essere ottenuto ricoprendo con un telo nero l’intero appezzamento oppure le singole piante con un vaso in plastica rovesciato a testa in giù. Va sempre tenuta d’occhio la formazione di eccessiva condensa.

 

Porri – Per utilizzare al meglio nel tempo la produzione di porri possono essere utilizzati diversi sistemi. Il   primo consiste nel rincalzare le piantine, fino a dove si dipartono le lamine fogliari, con terra in modo che la parte commestibile sia riparata dal gelo. Altro sistema sarà quello di sistemare dei minitunnel sui filari di porri composti da archetti in ferro, distanti di 1-1,5 metri uno dall’altro, e sopra coperti con telo trasparente. Infine è possibile la coservazione in cantina sotto sabbia dopo aver reciso le radici e le foglie a 10 cm oltre il punto di inserimento delle stesse al falso fusto.

 

Protezione dal freddo – Per prolungare la coltivazione di alcune specie da foglie con l’arrivo del freddo sarà conveniente attuare delle protezioni con film in polietilene o pvc rigido. La costruzione di piccole serre da la possibilità di prolungare la produzione di alcune specie come spinaci, lattughe, radicchi e valerianella e allo stesso tempo ne può anticipare la produzione con la fine della stagione invernale. Questo grazie all’”effetto serra” determinato dal telo di copertura che ha la capacità di riuscirà a trattenere il calore sprigionato dal suolo generato dall’irraggiamento solare.

 

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Roccioso è..bello!!

Un giardino roccioso deve ricreare un ambiente mondano ove declivi e pietre si alternano senza un ordine preciso o regole fisse. Necessariamente le piante adatte a colonizzare tale ambiente devono essere capaci di vivere e prosperare in terreni irregolari e sassosi. Tali piante sono relativamente facili da coltivare a condizione che vengano messe a dimora correttamente e che il terreno abbia un ottimo drenaggio. In natura queste specie sono abituate a sopportare condizioni estreme e la loro robustezza le permette di sopportare terreni anche aridi o battuti da forti venti. Unico punto a sfavore può essere dato dal fatto che durante i mesi invernali, queste specie, vengono protette nella maggiore parte del tempo, da un soffice strato di neve che le difende dalle basse temperature e dell’eccessiva umidità cosa che in giardino verrà sicuramente a mancare. Un giardino roccioso può essere allestito anche con una spesa ridotta purché si utilizzando sassi di qualsiasi tipo e quindi senza ricorrere a pietra provenienti da cave. Come è facile intuire tra il costo iniziale e le spese di trasferimento la spesa complessiva per il reperimento di pietre, provenienti da cave, può lievitare anche in modo notevole. Pertanto il primo passo è quello di verificare se in zona è possibile reperire le pietre adatte e in particolare rocce arenarie e calcaree, indubbiamente le migliori per tale scopo e che in ogni caso possono essere acquistate a prezzi ragionevoli. Evitare di scegliere pietre con dimensioni troppo varie, ma stabilire in partenza le dimensioni massime e minime, tenendo conto inoltre, che per allestire un roccioso di 2,5-3 metri quadri occorre all’incirca una tonnellata di pietre. Oltre a ciò va prevista la collocazione di altri sassi di piccole dimensioni, frammenti di calcare e di ghiaia che serviranno da riempimento tra gli interstizi di quelli più grossi e creare tonalità diverse di colore. A questo punto occorre procedere alla scelta del luogo e delle piante necessarie anche sicuramente quantomeno il luogo è stato già definito. Vanno però esclusi dalla scelta luoghi troppo umidi in quanto provocano marcescenze e troppo asciutti per motivi opposti mentre sotto gli alberi la sistemazione di un roccioso va evitata in quanto durante le piogge si creano dannosi effetti di gocciolamento. Per quanto riguarda le piante alcune considerazioni generali sono fondamentali per ottenere Un giusto equilibrio tra specie e parte rocciosa. Alternare piante erette a piante prostrate o a rosetta in modo da avere il massimo effetto decorativo e sempre per lo stesso motivo le piante erette come piccole conifere o arbusti vanno piantati alla base delle rocce. Le piante prostrate vanno invece messe a dimora in cima alle rocce in modo che crescendo vi ricadono sopra e infine le piante a rosetta possono essere sistemate nelle fessure verticali introducendo con molta precauzione la zolla con le radici nelle fessura e comprimendo in terreno sottostante e riempendo dall’alto gli spazi rimasti vuoti con terra e pietrisco.

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Il giardino ..in miniatura

Se il fine settimana è caratterizzato dal cattivo tempo e la passeggiata in campagna deve essere rimandata può presentarsi il problema di cosa fare a casa ; ma non necessariamente deve esserci brutto tempo per copiare delle idee che possano arricchire alcuni spazi della casa con delle soluzioni curiose e perché no, originali. Una prima idea è quella di un giardino miniaturizzato in bottiglia, a tale scopo basta prelevare dalla cantina una bottiglia che soddisfi le esigenze del caso; piccola o grande a secondo lo spazio in cui va sistemata e per i più esigenti anche una capiente damigiana. Il tappo è la chiave per far si che l’acqua dell’interno non evapori facilmente e si conservi a lungo. Infatti, non appena l’acqua evapora tende a depositarsi sulle pareti e da qui ridiscendere nel substrato del fondo, così da essere riutilizzata. Che il tappo sia anche bello, di sughero e sormontato da uno stampo di colorati frutti di pasta di sale è scelta e gusto di ognuno. Se nella scelta della forma della bottiglia prevale la larghezza rispetto all’altezza risulta più agevole la costituzione e la sistemazione delle varie parti altrimenti occorre attrezzarsi di utensili molto lunghi. Una volta sistemato il tutto su di un tavolo si può procedere alla sistemazione dei vari elementi che inizialmente consiste nell’inserire sul fondo una manciata di carbonella per evitare che il ph diventi acido. Successivamente con l’ausilio di un imbuto di carta si “versa” all’interno il terriccio che farà da supporto e nutrimento alle piante ; questo dovrà essere costituito da una miscela di torba nera e terra di bosco oppure di un terriccio adatto per semenzai e quindi povero di elementi fertilizzanti. Con un cucchiaino da caffè o con una piccola palettina da gelato legata con del nastro adesivo ad un bastoncino di legno si appiana il substrato sul fondo e si effettuano dei piccoli alloggiamenti in cui verranno inserite le radici o i semi delle piantine. Per la scelta delle piantine occorre orientarsi su specie che richiedono tenore di umidità elevati e che abbiano una crescita lenta come la peperomia, fittonia e varietà piccole di bromeliacee. Nella sistemazione, per agevolare la collocazione delle piantine sul fondo, sarà meglio collocare quelle più esterne e infine quelle centrali. Una volta costipato leggermente il terriccio per una migliore adesione dell’apparato radicale col terreno occorre innaffiare. Bisogna tener presente che l’acqua in eccesso non può essere smaltita e pertanto le irrigazioni devono essere effettuate “col contagocce”. Sempre con il sistema di fissare con nastro adesivo i mini attrezzi si può preparare un piccolo taglierino per eliminare foglie secche o rovinate e con l’ausilio di un ferro da lana si possono asportare dal fondo. La bottiglia non va mai collocata in pieno sole per ovvi motivi di condensa, va benissimo un luogo anche esterno molto illuminato durante la bella stagione durante la stagione fredda un luogo interno riparato è d’obbligo.

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I lavori d’Agosto

             Le  ferie estive possono  essere  problema dei vacanzieri mentre nell’orto di vacanze proprio non se ne parla: la produzione continua inesorabile e  diventa anzi maggiore durante il periodo estivo. Quindi per allontanarsi anche per pochi giorni occorre necessariamente qualcuno che faccia da sostituto. Le irrigazioni, infatti, su pomodoro, melanzane e zucchine devono essere costanti e regolari, temporali estivi permet­tendo che, eccezionalmente quest’anno, al Nord hanno reso inutile tale operazione. Oltre a questo, le piante  crescendo velocemente necessitano di continue legature e un controllo sanitario continuo che prevenga attacchi di peronospera e alternaria molto frequenti nel pomodoro e di septoria sul sedano. Per prevenire queste malattie occorre intervenire preventiva­mente con prodotti a base di ossicloruro di rame circa ogni 20 giorni utilizzando 40-50 grammi ogni 10 litri di  acqua. Per oidio del melone, zucchino e cetriolo va invece utiliz­zato  un  preparato a base di zolfo  bagnabile  intervenendo nelle ore più fresche della giornata ogni 5-7 giorni con  20-30 grammi di prodotto  per litro.

          Gli  afidi, invece, possono essere combattuti  utilizzando prodotti  a base di piretrine, prodotto di origine naturale estratti  dal piretro, nome comune dei crisantemi tra cui quello di Dalmazia. Nel caso di attacchi  contemporanei di afidi e dorifora, come ad esempio può succedere sulla  pata­ta, è consigliabile utilizzare piretrine sintetiche. L’uti­lizzo di queste sostanze risulta indubbiamente più positivo di altri  per la bassa tossicità del prodotto che tende a persistere sulla pianta per soli 3-4 giorni. In ogni caso prima di utilizzare qualsiasi prodotto occorre leggere attentamente le avvertenze sulla confezione  controllando che l’ortaggio da trattare sia compreso  nella lista del campo  d’impiego. Per i trattamenti  insetticidi bisogna intervenire solo quando la soglia di infestazione è tale da compromette la produzione e dopo aver verificato la mancanza di predatori naturali come coccinelle e Crisope.